Caso di "lupara bianca", operazione contro la ‘ndrangheta: un fermato a Bussolengo

Sono 12 le persone colpite dai decreti eseguiti dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone, con il supporto dei colleghi veronesi e dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria

Nella mattinata di lunedì 25 gennaio, a Petilia Policastro e Bussolengo, i carabinieri del Comando provinciale di Crotone, con il supporto dei colleghi veronesi e dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di 12 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsioni, usura, delitti in materia di armi, furti, danneggiamenti seguiti da incendio, tutti aggravati dal metodo mafioso.
Provvedimenti che nascono dall'attività condotta dal 
Il provvedimento trae origine da un’attività investigativa, condotta, dal Nucleo Investigativo del Comando provinciale carabinieri di Crotone e dalla compagnia di Petilia Policastro, diretta e coordinata dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri e dai Sostituti Procuratori Paolo Sirleo, Domenico Guarascio e Pasquale Mandolfino.

Le indagini

Secondo quanto riferito dall'Arma, gli elementi raccolti dagli investigatori avrebbero consentito di appurare quanto la ‘ndrangheta di Petilia Policastro fosse penetrata in quel territorio e in quello di Cotronei, in seguito ad una riorganizzazione che sarebbe iniziata a partire dall'anno 2014, dopo alcune scarcerazioni per fine pena di suoi esponenti di spicco, che avrebbero determinato un'escalation di atti intimidatori nella zona. Sarebbero stati inoltre individuati e delineati i singoli ruoli dei vari componenti di questa articolazione ‘ndranghetistica, sia con riferimento agli organizzatori delle attività criminali, sia con riguardo ai partecipi, compresi i nuovi adepti a disposizione del reggente con mansioni di autista. 
Le indagini avrebbero poi consentito di ricostruire ed identificare gli autori dell’omicidio con conseguente soppressione di cadavere (la cosiddetta “lupara bianca”) avvenuto il 30 ottobre 2018 a Petilia Policastro nei confronti di un allevatore. Sarebbero emersi anche diversi episodi di illecita attività finanziaria e di usura commessi nei confronti di commercianti e liberi professionisti che versavano in difficoltà economiche, oltre all'identificazione dei responsabili di estorsioni compiute nei confronti di imprenditori locali, attivi soprattutto nel settore turistico in località Trepidò di Cotronei e boschivo nell’area silana. Infine sarebbero stati ricostruiti episodi di danneggiamento e furto per lo più funzionali ad imporre il “servizio di guardiania” presso villaggi turistici della zona.

L'omicidio

I carabinieri comunicano di aver identificato il mandante ed un esecutore materiale dell’omicidio dell’allevatore Massimo Vona, ricostruendone le varie fasi.
Il 30 ottobre 2018, la vittima sarebbe stata attirata presso un’azienda agricola situata in località “Scardiato” di Petilia Policastro, con il falso pretesto di “consegnargli” i responsabili dell’incendio appiccato nell’anno 2016 in danno del suo capannone e sarebbe stata uccisa, con almeno due colpi di arma da fuoco, dall’assassino che lo attendeva insieme ad altri individui ancora sconosciuti.
I responsabili avrebbero quindi proceduto all’eliminazione fisica del cadavere, che infatti non è mai stato trovato.
L’8 novembre 2018, in località Scavino di Petilia Policastro, i militari avrebbero rinvenuto solo la carcassa dell’auto dell’allevatore scomparso, completamente distrutta dalle fiamme e abbandonata in una stradina interpoderale a servizio di alcuni appezzamenti di terreno coltivati ad uliveti.

Nel Veronese

Residente a Crotone, A.G., classe 1990, nell'ultimo periodo risultava essere domiciliato a Bussolengo ed è stato sottoposto a fermo. A suo carico sono state mosse le accuse di estorsione aggravata dal metodo mafioso e minaccia a pubblico ufficiale, per fatti che sarebbero avvenuti nella provincia calabrese. 

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