Cronaca Centro storico / Corte Giorgio Zanconati, 1

Morisi e droga, l'indagine va avanti. «La notizia non è trapelata dalla Procura»

La procuratrice veronese Angela Barbaglio si difende dagli attacchi di Salvini che ha parlato di campagna giudiziaria per screditare la Lega prima delle elezioni

La notizia dell'indagine per cessione di stupefacenti che vede coinvolto Luca Morisi, ex responsabile della comunicazione di Matteo Salvini ed ex membro della segreteria della Lega, ha viaggiato fin da subito su due binari, quello giudiziario e quello politico. Due binari molto diversi e dalle caratteristiche quasi opposte.

Il lato giudiziario della vicenda ha i confini ancora incerti ed è giustamente protetto dal riserbo. I dettagli trapelati sono pochi e i punti interrogativi ancora tanti. Il punto di partenza è il controllo operato un mese e mezzo fa dai carabinieri a due giovani, trovati in possesso di un flacone di Ghb, la cosiddetta droga dello stupro. Che la sostanza nel flacone sia davvero Ghb ancora non è certo perché non è stata ancora analizzata. Sono stati i due ragazzi, uno dei quali è indagato insieme a Morisi sempre per cessione di stupefacenti, a dire che si trattava di Ghb. E sono stati sempre loro a riferire che era stato Morisi a regalargliela dopo un festino a sfondo sessuale avvenuto nell'appartamento dell'ex spin doctor leghista, a Palazzo Moneta di Belfiore. Questa è la loro versione ed è ancora tutta da verificare. L'avvocato di Morisi, infatti, ha dichiarato che il flacone non era del suo assistito ed è quindi impossibile che lui possa averlo donato ai due giovani poi fermati dai carabinieri. L'unico illecito di Morisi sarebbe quello legato ai due grammi di cocaina trovati nella sua abitazione, un illecito amministrativo e non penale.
E questo è quanto. Ci sono dunque più versioni dei fatti, ma di riscontri oggettivi ancora ce ne sono pochi. O almeno sono pochi quelli che finora sono noti.

Il lato politico della vicenda ha invece i confini netti dello scontro tra i partiti e vive nell'eccesso di commenti che si autoalimentano sui social. Nel mirino, ovviamente, c'è finita la Lega insieme al suo leader Matteo Salvini, il quale si è difeso parlando di una campagna mediatica e giudiziaria volta a danneggiare il Carroccio proprio nella settimana che porta alle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre. La Procura di Verona ha respinto le accuse di Salvini con un'intervista della procuratrice veronese Angela Barbaglio rilasciata a Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera. Barbaglio ha spiegato che della fuga di notizie sull'indagine a Morisi sono del tutto estranei sia la Procura che i carabinieri. La storia è stata definita banale e risalente a più di un mese fa dalla procuratrice, la quale ha affermato che non ci sarebbe stato alcun interesse a farla conoscere. E infatti è rimasta segreta finché non sono state ufficializzate le dimissioni di Morisi dai suoi suoi incarichi interni alla Lega.

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