Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Corte Giorgio Zanconati, 1

Luca Morisi indagato a Verona per cessione e detenzione di stupefacenti

Qualche giorno fa aveva lasciato il suo ruolo di social media manager di Matteo Salvini. Lui però si difende: «Non ho commesso alcun reato ma la vicenda personale che mi riguarda rappresenta una grave caduta come uomo». E per questo si è scusato

La notizia aveva avuto un certo risalto a livello nazionale, soprattutto perché inaspettata: qualche giorno fa, Luca Morisi aveva lasciato il suo ruolo di social media manager del leader della Lega Matteo Salvini. Un fulmine a ciel sereno, soprattutto perché finora le fortune comunicative di Salvini, soprattutto sui social, erano il frutto del lavoro di Morisi. «Motivi personali», era stata la giustificazione di quello che fino a poco tempo fa era il capo della propaganda leghista.

Pare, però, che dietro a quel «motivi personali» ci sia molto di più. È emerso infatti che Morisi sarebbe indagato dalla Procura di Verona per cessione e detenzione di stupefacenti. Sulla vicenda vige il massimo riserbo, ma alcuni dettagli sono trapelati. Verso Ferragosto, tre giovani sarebbero stati fermati nel Veronese dai carabinieri e trovati in possesso di uno stupefacente in forma liquidi. E i ragazzi avrebbero affermato di aver avuto quella sostanza da Morisi. Segue un accertamento nella casa di Belfiore di Luca Morisi, dove viene trovato una quantità di droga compatibile con l'uso personale. Morisi viene dunque iscritto nel registro degli indagati.

L'ex spin doctor della Lega si è però difeso, chiedendo al tempo stesso scusa: «Non ho commesso alcun reato ma la vicenda personale che mi riguarda rappresenta una grave caduta come uomo - ha dichiarato Luca Morisi come riportato da Today - Chiedo innanzitutto scusa per la mia debolezza e i miei errori a Matteo Salvini e a tutta la comunità della Lega a cui ho dedicato gli ultimi anni del mio impegno lavorativo, a mio padre e ai miei famigliari, al mio amico di sempre Andrea Paganella a fianco del quale ho avviato la mia attività professionale, a tutte le persone che mi vogliono bene e a me stesso. Ho rassegnato il primo settembre le dimissioni dai miei ruoli all'interno della Lega: è un momento molto doloroso della mia vita, rivela fragilità esistenziali irrisolte a cui ho la necessità di dedicare tutto il tempo possibile nel prossimo futuro, contando sul sostegno e sull'affetto delle persone che mi sono più vicine».

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