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Lotta alla ludopatia. Il Tar dà ragione al Comune e la sala slot resta chiusa

L'amministrazione di Bardolino aveva vietato l'apertura dell'esercizio di piazza Aldo Moro, che non rispettava il regolamento di polizia urbana, ma la società proprietaria si era appellata al Tribunale amministrativo Regionale per il Veneto

Il Tar, Tribunale amministrativo Regionale per il Veneto, dà ragione al Comune di Bardolino. La Sezione Terza ha respinto il ricorso della ditta Disan srl contro il Comune che ha vietato l’apertura della sala slot ubicata al civico 8 di Piazza Aldo Moro. Il tutto in base al regolamento di polizia urbana che fa esplicito riferimento al divieto d’apertura di sale pubbliche da gioco, oltre alla nuova collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito, in locali che si trovino ad un distanza inferiore a cinquecento metri da istituti scolastici di qualsiasi ordine e grado, centri giovanili ed impianti sportivi.

La società Disan srl chiedeva l’annullamento del provvedimento per “violazione di legge ed eccesso di potere”. Il Tar ha dato invece piena ragione al Comune condannando il privato a rifondere al Comune le spese di lite quantificate in 3.000,00 euro.

Nelle dodici pagine del dispositivo il presidente Grazia Flaim sottolinea tra le altre cose come le motivazioni del Comune risultino adeguatamente motivate in riferimento “all’esigenza di prevenire, contrastare e ridurre il fenomeno del gioco d’azzardo patologico”. Sono inoltre “prive di pregio le censure con cui la ricorrente lamenta la violazione della libertà d’impresa (…) disparità di trattamento: infondate anche le censure con cui si lamenta la violazione della normativa euro unitaria in tema di libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi”.

Sulla vicenda il sindaco di Bardolino Ivan De Beni ha espresso tutta la sua soddisfazione per l’esito finale. “Il risultato è particolarmente importante per il coraggio, la determinazione e la lungimiranza con la quale l’Amministrazione comunale, grazie al lavoro degli uffici municipali, ha disciplinato il regime delle distanze in via regolamentare. La sentenza del Tar ci dà ragione e diventa un caposaldo d’estrema importanza anche per tutti quei Comuni che vorranno seguirci nel porre freno al problema socialmente dilagante della ludopatia”.

L’Amministrazione di Bardolino già nel settembre del 2015 aveva posto un freno a questa piaga sociale emettendo un’ordinanza comunale a limitare l’utilizzo degli apparecchi con vincita in denaro. L’ordinanza stabilisce che tale gioco è ammesso solo dalle 16 alle 24, tutti i giorni, compresi i festivi, e non fa distinzione tra sale giochi vere e proprie o rivendite tabacchi, ricevitorie lotto, bar o altri esercizi. Al di fuori di tali orari gli apparecchi devono essere spenti e gli esercenti devono esporre gli orari dell’attività ludica e avvertire sul rischio di dipendenza.

Una ordinanza impugnata da due locali con il Tar a dare ancora una volta ragione al Comune sulla liceità del provvedimento.

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