Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Sommacampagna

Accusato di aver intascato i soldi dei clienti, annullata la pena al broker di viaggi ritenuti "fantasma"

Nei guai è finito ancora Lorenzo Colombini, 39enne di origine romagnola già residente a Sommacampagna: decine i casi segnalati alla Procura. La Corte di Appello di Venezia ha accolto il ricorso, trasferendo gli atti a Ravenna

Si proponeva come agente di viaggio: i suoi prezzi apparivano imbattibili. Peccato che, secondo il pm, quella che Lorenzo Colombini aveva messo in atto fosse una truffa. Da anni l'uomo avanzava proposte di soggiorni in posti esotici dell'Africa o nelle capitali europee che poi non avvenivano. L'accusa sostiene infatti che i viaggi fossero un pretesto per intascare i soldi versati dai clienti. Sono 7500 gli euro che dovrà risarcire a tre persone. Per qualche ragione oscura, infatti, si vedevano spostare il giorno e comunque i biglietti, alla fine, non venivano mai rimborsati. Colombini è stato condannato a quattro anni di reclusione e al pagamento di 1600 euro di multa. Secondo quanto riporta l'Arena, il 39enne di origine romagnola, residente per alcun anni a Sommacampagna, sarebbe recidivo: non poche volte era finito davanti al giudice per insolvenza fraudolenta e truffa.

I suoi viaggi "fantasma" erano conosciuti a Verona, ovviamente, ma anche a Torino, Milano, Como, Lucca e Desio. Sarebbero almeno dieci i procedimenti aperti tramite denunce, l'ultimo dei quali risale a due giorni fa. La sua fedina penale parla di due condanne per appropriazione indebita e truffa. Annullamento del viaggio e zero rimborsi: questa in sintesi la presunta fregatura di cui erano vittime i clienti. La motivazione che il giudice ha portato per il rinvio a giudizio del broker di viaggi è di quelle che sgomentano: "Ha fatto della truffa un sistema di vita e non ha mostrato alcun ravvedimento, continuando imperterrito nella sua pregiudicata attività delinquenziale".

LA SENTENZA - Il 12 Maggio 2014 la Corte di Appello di Venezia ha accolto il ricorso di Colombini, trasferendo gli atti al tribunale di Ravenna, competente per territorio, annullando la pena di 4 anni e 1600 euro di multa e tutto quello che era contenuto nella sentenza di primo grado emessa dal giudice Marzio Bruno Guidorizzi.

Il primo motivo di appello era rappresentato dalla richiesta di incompetenza territoriale del tribunale di Verona e quindi dell'impossibilità di essere giudicato a suo tempo dal giudice Marzio Bruno Guidorizzi (che rigettò a suo tempo l'istanza del difensore di Colombini ritenendo competente Verona) con trasferimento del processo a Ravenna competente per territorio. Nel processo di primo grado, la difesa non aveva indicato nessun teste proprio perchè riteneva palese, come poi è stata dimostrata l'incompetenza territoriale. Ma al tribunale di Ravenna, quando si svolgerà il processo, sempre che la Procura non decida di archiviare il caso, la difesa preannuncia battaglia con lunga lista di testimoni e prove inconfutabili sull'innocenza dell'imputato.

La difesa sosterrà che i mancati viaggi per Cuba, Kenya, Parigi non si svolsero non perchè era stata orchestrata fin dal principio una truffa ma per altri motivi tra i quali il mancato saldo sul prezzo pattuito, la mancata comunicazione delle date di partenza e rientro nonchè il nome dei partecipanti.

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