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Controlli polizia di Stato

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Micro lockdown e stretta nei weekend: le ipotesi e le Regioni a rischio zona arancione

Si avvicina la scadenza del Dpcm, quali saranno le decisioni del nuovo governo Draghi?

Nel giorno del discorso al parlamento del nuovo premier Mario Draghi, tornano di grande attualità le strategie nel contrasto alla pandemia da coronavirus. È infatti innegabile che la primissima azione del nuovo governo, dopo la chiusura last minute degli impianti sciistici che ha creato diverso malcontento, sarà ancora una volta orientata al contenimento del contagio. Quale sarà la strategia di Draghi? Resteranno le suddivisioni in zone di rischio? Al momento tutto lascia credere che le aree di rischio resteranno senza dubbio fino al 5 marzo, data di scadenza dell'attualmente vigente Dpcm, ma frattanto si fanno sempre più diffuse nel Paese micro "zone rosse" a livello provinciale o persino comunale. Giusto ieri quattro Comuni della Lombardia sono stati definiti "zona rossa" da un'ordinanza del presidente della Regione, e quella delle chiusure chirurgiche potrebbe essere parte integrante della nuova strategia di governo.

Il primo dubbio, tuttavia, riguarda anzitutto lo strumento normativo che il premier Draghi scieglierà di adottare per la gestione della pandemia. Si proseguirà con i Dpcm? Forse. Tuttavia, non è da escludere che alla data di scadenza del Dpcm 14 gennaio 2021, quest'ultimo venga sostituito da un decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri ed impiegando sempre il potere d'ordinanza della Protezione civile. Restano poi da capire quali saranno i contenuti: difficile ipotizzare oggi una qualche forma di riapertura anche dopo il 5 marzo, dai cinema alle palestre tutti i discorsi sembrano al momento congelati a fronte delle richieste esplicite da parte del Comitato tecnico scientifico di inasprire ovunque nel Paese le restrizioni per fronteggiare la diffusione della variante inglese ed altre varianti del virus Sars-CoV-2.

Difficile però altresì ad ora sembra essere che si giunga, come pure taluni scienziati auspicherebbero, ad un vero e proprio nuovo lockdown nazionale come si verificò nel corso della prima ondata. Al contrario, ciò che parrebbe essere all'orizzonte sono appunto chiusure sempre più capillari e, tuttavia, alcune indiscrezioni riferiscono anche della possibilità che si operi una stretta mirata ai fine settimana, eventualmente istituendo la "zona rossa" in tutta Italia ma solo nei weekend. Un'idea che parrebbe però essere propria del governo "Conte due", più che rappresentare una vera e propria novità.

Ad ogni modo, le prime vere innovazioni, come sempre, potrebbero giungere questo fine settimana dopo il monitoraggio della Cabina di regia previsto venerdì. Attualmente si trovano in zona arancione Abruzzo, Liguria, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento ed Umbria, mentre non risultano esservi Regioni in zona rossa. Dal prossimo fine settimana, secondo anzitutto il trend dell'indice Rt, le Regioni che parrebbero essere più a rischio di passare dalla zona gialla a quella arancione sono Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Piemonte.

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