Isola della Scala, animali maltrattati. Lndc si costituisce parte civile

L'associazione animalista Lega nazionale in difesa del cane si è unita alla denuncia contro un allevamento in cui 300 cani ed altri animali venivano tenuti in pessime condizioni

Recinti piccoli e sporchi, fattrici consumate dalle innumerevoli gravidanze, stress e varie patologie non curate: queste secondo gli inquirenti erano le condizioni in cui vivevano circa 300 cani e altri animali da cortile in una struttura di Isola della Scala finita sotto processo.

L'associazione animalista Lndc (Lega nazionale in difesa del cane) si è unita alla denuncia e si è costituita parte civile nel procedimento dove sono imputati i due gestori e la veterinaria responsabile dell'allevamento. Secondo il pubblico ministero, le condizioni in cui venivano tenuti gli animali erano assolutamente inadeguate dal punto di vista sanitario ed etologico. I reati contestati sono il maltrattamento e la detenzione di animali in condizioni incompatibili con le loro caratteristiche etologiche.

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Le immagini provenienti da questo cosiddetto allevamento sono davvero difficili da sopportare, ma purtroppo non rappresentano un caso isolato - ha commentato Piera Rosati, presidente Lndc - La verità è che ci sono purtroppo ancora troppi allevatori che considerano gli animali soltanto delle merci da sfruttare per il maggior guadagno possibile, senza il minimo riguardo per il loro benessere. Per questo motivo sosterremo sempre che la cosa migliore da fare è non alimentare questo business ma adottare un animale bisognoso dai tanti canili che da nord a sud sono pieni di cani in cerca di una famiglia. Chi decide invece di comprare un cane, dovrebbe quanto meno verificare di persona le condizioni dell'allevamento di provenienza e denunciare qualsiasi forma di maltrattamento. Solo così si potrebbe porre fine ai tanti abusi che purtroppo continuano a interessare tanti animali.

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