Lite in strada, padre e figlia aggrediti da 2 ubriachi: andranno a processo

Gli aggressori, entrambi di nazionalità romena, stavano intralciando la viabilità di corso Milano, a Verona, quando il 47enne nigeriano alla guida di una Toyota ha suonato loro il clacson per farli spostare

Sono di 10 giorni per il padre e di 3 per la figlia neo diciottenne, le prognosi dei medici del Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile Maggiore di Verona, dove le malcapitate vittime, a seguito di un diverbio stradale, sono state trasportate per l’aggressione subita da due cittadini romeni, successivamente rintracciati ed arrestati dai poliziotti delle Volanti con l’accusa di lesioni personali aggravate e danneggiamento aggravato.

Il tutto ha preso il via intorno alle 22.30 in corso Milano, a Verona, all'altezza del Supermecato LIDL. I due uomini originari dell'est europeo, palesemente ubriachi, avevano occupato la careggiata intralciando la circolazione, in particolar modo ostruendo il transito di una Toyota Yaris, alla guida della quale c'era il 47enne nigeriano e la figlia da poco maggiorenne. L'automobilista avrebbe invitato i due a spostarsi utilizzando anche il clason infastidendo i romeni, i quali in tutta risposta avrebbero iniziato a colpire la macchina con calci e pugni. Lo stesso trattamento è stato riservato al conducente, sceso frattempo dal veicolo, che è stato picchiato fino a farlo cadere a terra. Preoccupata per la sorte del genitore, anche la figlia sarebbe scesa dall'auto, venendo suo malgrado raggiunta da schiaffi e presa per i capelli: con le due vittime a terra, gli aggressori si sono allontanati a piedi in direzione di via Archimede e mentre la ragazza si rialzava e provvedeva a raccogliere i suoi effetti personali, il padre è risalito in auto ed ha iniziato a seguire da lontano i due, avvisando la Polizia. 
Al sopraggiungere della Toyota però, i due romeni si sono nuovamente avvicinati, trascinando fuori a forza il guidatore dall'abitacolo e, armati di bottiglie di vetro, lo avrebbero picchiato lasciandolo esanime a terra. Nel frattempo anche la ragazza aveva raggiunto il padre nel teatro del secondo episodio di aggressione e, sotto shock, ha iniziato ad invocare a squarciagola l’aiuto dei passanti.

E infatti sono state numerose le segnalazioni giunte al 113 di ciò che stava accadendo in via Archimde e quando i poliziotti delle Volanti sono arrivati sul posto, alcuni hanno inidicato loro che i due si erano rifugitati in uno specifico condominio. Grazie a questo indizio, gli agenti hanno potuto individuare l'appartamento occupato dai romeni che, dopo aver cercato inutilmente di eludere le proprie responsabilità, sono stati fermati, accompagnati in questura e tratti in arresto. 

Si trattava di Andrei Scutaru, classe 1987, e Vasile Gusoaia, classe 1980, entrambi residenti a Verona. Lunedì mattina i due sono stati condotti davanti all'autorità giudiziaria, la quale ha convalidato il provvedimento e disposto l'obbligo di firma giornaliero in questura, in attesa del processo che è stato differito al prossimo 19 marzo.

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