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Lirica, attirare capitali con agevolazioni fiscali

Lirica, attirare capitali con agevolazioni fiscali

Lirica, attirare capitali con agevolazioni fiscali

Mancano vantaggi per i privati che vogliono contribuire finanziariamente alle fondazioni

Verona deve mantenere e potenziare la propria vocazione per l'opera lirica: è l'immagine della città nel mondo e garantisce un indotto notevole perché rappresenta una offerta unica e di grande qualità nel panorama internazionale.

Proposte per spettacoli di diversa natura hanno preso piede negli ultimi anni. Da appassionato di musica leggera comprendo che altri generi cerchino spazi, ma credo che si dovrebbero riservare solo ad eventi di assoluto valore, senza nulla togliere alla centralità dell'opera, che rappresenta sul mercato internazionale un' offerta unica.

La riforma Bondi sulle Fondazioni liriche presenta molti aspetti contraddittori, a partire dal metodo: ancora una volta l'uso inappropriato del decreto anziché una costruttiva discussione in parlamento. Se da un lato vanno combattuti sprechi e situazioni clientelari, dall'altro è limitativo ragionare solo in termini di profitto e ricavi quando si parla di cultura . La lirica per Verona ha un valore sociale e culturale che si lega anche ad un ritorno economico per il territorio e ad una grande notorietà internazionale, difficilmente quantificabile a bilancio. La lirica, in sostanza, anche a livello economico, è per Verona un bene di interesse pubblico.

Tra le strade percorribili per affrontare la crisi delle fondazioni vi è sicuramente la maggiore presenza in esse dei privati. Era tra gli obiettivi, non concretizzati, delle precedenti riforme. Mancano adeguati vantaggi per le aziende che volessero contribuire finanziariamente alle fondazioni per la scarsità delle agevolazioni fiscali connesse. Si prevede infatti, per le persone fisiche, le imprese e le società, una detrazione d'imposta o la deducibilità del 19% della somma erogata, ma solo entro il limite del 2% del reddito complessivo dichiarato; una sovvenzione che ritengo limitata e che dovrebbe essere elevata, con conseguente possibilità di sgravi per i privati che si avvicinassero alle fondazioni.

Una riforma sensata dovrebbe intervenire non solo sui tagli ma anche su aspetti di natura squisitamente fiscale. Se poi il Governo ritiene che la cultura e la lirica sono un peso e non abbiano alcun valore, né sociale né economico, lo dica chiaramente e chiuda le fondazioni risparmiando una loro la lenta agonia... Per la nostra città, come ho ribadito, il valore c'è; è unico, è grande e va preservato.
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