Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Zai / Via Basso Acquar

Liberato dal giudice e in attesa del processo, riprende a spacciare eroina in città

Le informazioni giunte ai carabinieri, vedevano il nordafricano, arrestato solamente a fine agosto, di nuovo al centro di un nuovo giro di stupefacenti e così hanno preso il via le indagini

Il 21 agosto 2015 il Norm dei carabinieri di Verona lo arrestò per spaccio: C.T. infatti, disoccupato di origine nordafricane classe 1982, era conosciuto a Borgo Roma, soprattuto nella zona di Basso Acquar, con il nome di Alì e riforniva i tossicodipendenti del posto, per lo più italiani, di eroina. Ma le indagini condotte dai militari portarono al suo arresto in via Fedrigoni, dove venne fermato con 5 grammi di stupefacente addosso. La mattina successiva comparve poi davanti al giudice Marzio Bruno Guidorizzi, che convalidò l'arresto rinviando l'udienza al 16 dicembre e dispondendo la sua liberazione. 

Una lezione che a quanto pare il 33enne a suo tempo non ha colto. Le nuove informazioni giunte alle orecchie della polizia giudiziaria infatti, lo vedevano nuovamente al centro di un'attività di spaccio rimessa in piedi sempre nella stessa zona. I militari quindi, nel pomeriggio di martedì, hanno dato vita ad una serie di appostamenti in abiti borghesi in via Basso Acquar, dove guarda caso hanno trovato C.T. a bordo della propria bicicletta. Il conseguente pedinamento ha condotto i carabinieri all'ingresso dell'Hotel Leon D'Oro, dove lo spacciatore era atteso una ragazza vestita con una tuta da ginnastica. I due hanno iniziato a parlare, poi il nordafricano ha estratto da una tasca nei pantaloni un involucro di nylon di colore scuro, che la giovane ha preso e si è infiliata nel reggiseno. Dopodiché le ha passato anche un pacchetto di sigarette che lei questa volta ha infilato nella borsetta, prima di consegnarli una banconota che il pusher ha subito infilato in tasca. Uno scambio che non è sfuggito all'occhio dei carabinieri, che hanno atteso che cliente e venditore si separassero prima di intervenire: due hanno fermato la giovane che, una volta invitata a consegnare "la roba", ha estratto del reggiseno l'involucro contenente 5.7 grammi di eroina. Nel pacchetto di sigarette infilato in borsa invece era presente una dose di cocaina che i due avrebbero dovuto consumare poco dopo. 
Nel frattempo altri due militari seguivano il nordafricano, entrato in una tabaccheria lì vicina dove ha comprato un pacchetto di sigarette con i soldi appena ricevuti dalla ragazza. Una volta uscito, è risalito in sella alla sua bici e si è allontanato, ma sempre con le forze dell'ordine alle calcagna: tornato nel punto in cui si era salutato con la ragazza, è stato bloccato. 

Entrambi sono stati portati in caserma per svolgere gli accertamenti di rito. Qui la ragazza ha raccontato ai carabinieri che per quella droga avrebbe dovuto consegnare all'uomo 130 euro, ma con sé aveva solamente banconote da 50 e il nordafricano non aveva resto da darle. Così le aveva dato solamente una banconota, che il pusher si era affrettato a cambiare nella tabaccheria vicina. Ma la confessione della tossicodipendente è poi proseguita con l'affermazione secondo la quale, negli ultimi mesi, per almeno 40 volte si sarebbe rifornita di eroina da C.T. e che in ogni circostanza avrebbe acquistato un quantitativo molto simile a quello trovato dai militari. 
Il tunisino è stato quindi nuovamente arrestato, considerando lo stato di flagranza del reato e i numerosi e recenti precedenti penali riguardanti sempre gli stupefacenti. Comparso quindi nuovamente davanti dal giudice, è stato questa volta sottoposto alla misura cautelare del carcere, in attesa dell'udienza rinviata al 19 gennaio. 

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