Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Legnago / Corso della Vittoria

A Legnago il primo caso noto nel veronese di applicazione del biotestamento

Giovanni Francesco Carmagnani, gravemente malato, ha scelto la sedazione profonda e la sospensione delle cure. A raccontare la sua storia sono state le figlie

Giovanni Francesco Carmagnani, ex consigliere comunale e titolare di un'agenzia Siae a Legnago è morto giovedì 15 febbraio all'età di 75 anni. Il funerale si tiene oggi 19 febbraio alle 15 nella chiesa dell'Assunta. Malato dal 2002 ha dovuto abbandonare le sue attività e, dopo un periodo in una struttura per malati terminali in provincia di Rovigo, è stato ospitato nella casa di riposo di Corso della Vittoria a Legnago dove ha scelto di morire. Quello di Carmagnani, infatti, è il primo caso reso noto in cui un veronese sceglie di spegnersi attraverso la sedazione profonda e la sospensione delle terapie. E a renderlo noto sono state le figlie Sabrina e Mariangela che hanno parlato con Elisabetta Papa de L'Arena.

Dal 31 gennaio 2018 è ufficialmente entrata in vigore in Italia la legge sul biotestamento. Una legge che Giovanni Francesco Carmagnani (e non solo lui) attendeva, perché più volte aveva manifestato la volontà di interrompere le cure. E come ribadito dalla figlia Sabrina, questa volontà non lo ha abbandonato fino alla fine.

Con l'entrata in vigore della legge, le figlie di Carmignani si sono dovute scontrare con le difficoltà della sua applicazione. Ostacoli che Sabrina e Mariangela sono riusciti a superare grazie alla collaborazione dell'associazione Luca Coscioni e di altre persone che le sono state vicine in questa procedura emotivamente delicata. Per dare il via al trattamento di sedazione profonda era necessaria la Dat (dichiarazione anticipata di trattamento) con cui ogni cittadino maggiorenne e in grado di intendere e di volere, esprime le proprie volontà sulle cure che intende accettare o rifiutare. È stato un incaricato dello stato civile del Comune di Legnago a raggiungere Carmignani nella casa di riposo dove la Dat è stata firmata, autorizzando così il trattamento finale.

"In due ore e mezzo papà se n'è andato e lo ha fatto con il sorriso sulle labbra", hanno dichiarato le figlie al quotidiano veronese, le quali hanno reso pubblica questa storia per sensibilizzare l'opinione pubblica.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

A Legnago il primo caso noto nel veronese di applicazione del biotestamento

VeronaSera è in caricamento