Legge salva borghi, possibili benefici per più di metà dei comuni veronesi

Da Zimella a Ferrara di Monte Baldo, sono 51 i comuni in provincia di Verona (su un totale di 98) con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti

Ferrara di Monte Baldo (Foto Gmaps)

Da Zimella a Ferrara di Monte Baldo, sono 51 i comuni in provincia di Verona (su un totale di 98) con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti e che quindi potrebbero trarre benefici dall'approvazione della nuova legge sui piccoli borghi. A contarli è stata anche la deputata veronese del M5S Francesca Businarolo. Il provvedimento, infatti, è stato approvato in parlamento unificando due testi, uno dei quali proposto dai 5 Stelle.

La legge consentirà alle amministrazioni dei piccoli comuni di portare avanti interventi di manutenzione del territorio con priorità per la tutela dell'ambiente e la prevenzione del rischio idrogeologico - scrive Businarolo - Si prevedono poi finanziamenti per la messa in sicurezza di strade e scuole e per l'efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico, per l'acquisizione e riqualificazione di terreni ed edifici in abbandono, la possibilità di acquisire case cantoniere da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo così come binari dismessi da poter utilizzare come piste ciclabili. Inoltre potranno essere presentati progetti per la realizzazione di itinerari turistico-culturali ed enogastronomici. Ci sono diversi criteri per accedere ai fondi. Sottolineo che non riguardano esclusivamente i comuni a rischio sismico e idrogeologico, che pur nel nostro territorio non mancano, ma anche i piccoli centri che si sono spopolati nel corso degli ultimi anni, in cui sono venute meno le possibilità di lavoro per i più giovani.

E il provvedimento potrebbe aprire scenari positivi anche per le farmacie territoriali, come spiegato da Claudia Sabini, presidente del comitato dei rurali che comprende 98 farmacie rurali associate a Federfarma Verona.

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La conseguenza di quella che è una vera e propria tutela a vantaggio dei piccoli centri si traduce in salvaguardia sanitaria perché valorizzazione e mancato accorpamento dei comuni non rischiano più di cancellare le piccole farmacie rurali che prestano un insostituibile servizio alla popolazione - ha dichiarato Sabini - Ricordo che in queste realtà la farmacia è spesso l’unico presidio sanitario rimasto a disposizione dei pazienti ed anche l’unica mano dello Stato presente sul territorio, con ampio orario diurno oltre ai turni di guardia farmaceutica. A tutto questo si aggiunge la disponibilità del farmacista rurale che spesso viene chiamato nel cuore della notte per emergenze che grazie alla sua professionalità possono essere risolte in loco oppure indirizzate al pronto soccorso più vicino.

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