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Alta velocità. Legambiente contro l'idea di una fermata nel basso Garda

Ma per l'associazione ambientalista lombarda tutta la Tav Brescia-Verona è inutile: "Costerebbe troppo e non sarebbe competitiva nei confronti di altri mezzi di trasporto"

Dopo la visita del ministro Delrio a Verona, si continua a parlare di Tav anche tra i vicini della provincia di Verona. Il tracciato dell'Alta Velocità Brescia-Verona interessa anche il Lago di Garda e l'assessore allo sviluppo economico della Regione Lombardia Mauro Parolini ha proposto di creare una fermata della Tav vicino al casello di Sirmione per soddisfare il bacino turistico del lago. Una proposta presentata già a Graziano Delrio e condivisa con gli assessori al turismo della Regione Veneto e della Provincia autonoma di Trento.

Contraria alla stazione dell'Alta Velocità del Basso Garda, la Legambiente lombarda. Il responsabile trasporti dell'associazione ambientalista Dario Balotta scrive che: "La proposta è paradossale, come lo è continuare a pensare ad una costosa linea Alta Velocità tra Brescia e Verona. L’esigenza di collegare l’importante bacino turistico del Garda è giusta e lo ripetiamo da tempo, ma la soluzione è sbagliata. Solo su distanze di almeno 400-800 chilometri ad alta intensità di traffico si giustifica una grande opera e la Tav diventa competitiva con l'aereo e la strada".

Per Dario Balotta la distanza tra Verona e Brescia è irrisoria e il risparmio di tempo sarebbe annullato con una fermata nella zona del lago. Ma è l'idea stessa della Tav ad essere sbagliata per l'esponente di Legambiente perché: "nel Paese della pianura padana, dove si incrocia una città ogni 80 km, l’Alta Velocità non ha alcun senso. Mentre se si vuole spostare una robusta quota di traffico passeggeri e merci dalla strada alla rotaia, c’è solo bisogno di un quadruplicamento della rete. Quadruplicamento che sulla linea Milano-Venezia esiste già da Milano a Treviglio e da Mestre a Padova con risultati più che positivi per numero di treni circolanti. La folla di pendolari sulle Frecce della Milano-Venezia già protesta contro l’impossibilità di servirsi di questi treni dal primo gennaio del prossimo anno e contro il previsto aumento che varia da tra il 22% e il 67%. Con le tariffe dell’Alta Velocità non si potrà intercettare questa domanda".

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