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Cronaca

Lega contro la Polizia, bufera in Provincia

Scoppia il caso in Consiglio. D'Arienzo (Pd): "I padani sono senza ritegno"

“Voia de lavorar, voia de lavorar!”. Questa l’esclamazione che il consigliere leghista Adelino Brunelli sembra aver lanciato verso alcune rappresentanze della Polizia all’ultimo consiglio provinciale straordinario. A testimoniarlo è il capogruppo del Pd, Vincenzo D’Arienzo, che, assieme ai colleghi di minoranza, giura di aver sentito dai banchi della Lega Nord. “Esclamazioni sgradevoli e assolutamente fuori luogo, aggravate dal fatto che nessuno del suo partito ha levato una sola parola di protesta e di biasimo. Invece di accogliere e cercare di risolvere la grave situazione in cui versano le Forze dell’Ordine, la Lega mira ad affossare il problema”.

A promuovere l’incontro straordinario, il consigliere dell’Udc, Mario Rossi, che cinge la spalla a D’Arienzo e giudica “inammissibili certi atteggiamenti” proprio per il fatto che “prima la Lega voleva impedire che la discussione avesse luogo relegandola a una semplice seduta di commissione, poi screditandone l’intero operato, come non sapesse che mancano i fondi necessari al potenziamento del Corpo”. Come ordine del giorno, l’opposizione ha voluto portare i dati in mano al procuratore Giulio Schinaia. Dati “pesanti” e gravissimi, in cui si ipotizzano infiltrazioni mafiose all’interno degli ambienti finanziari, commerciali e legali della città. Indagini che potrebbero partire immediatamente se solo, come precisa Rossi “la Polizia avesse apparecchiature adeguate: ci sono elevate potenzialità ma mancano fondi e personale”.

Ci va giù duro Angelo Calvario, segretario regionale del sindacato Ugl della Polizia di Stato: “La Lega deve scegliere da che parte stare: se con le forze di Polizia o con i detrattori del nostro operato”. E lo fa con una missiva “aperta” e indirizzata al ministro dell’Interno in persona, Roberto Maroni, giunto due settimane fa a Verona per presentare il progetto di videosorveglianza intelligente. La sua visita nel capoluogo scaligero non ha voluto però comprendere un colloquio con le dirigenze e le forze sindacali della Questura, lasciando di sasso gli agenti che hanno lamentato “di essere stati esclusi e perciò abbandonati dalle istituzioni”. Continua Calvario: “Il partito padano deve far pace con sè stesso poiché prima elogia, per voce del ministro, il nostro operato e poi i suoi colleghi ci attaccano dicendo che non facciamo nulla. Molti forse non sanno che i mezzi a disposizione della Polizia sono ridotti ai minimi termini: ci mancano i fondi per acquistare materiale all’avanguardia, tecnologia, autovetture e persino la benzina, tanto che molti pedinamenti vengono organizzati dagli agenti a bordo delle macchine personali. Non possiamo continuare così. Negli ultimi quattro anni a noi è toccato il più grande taglio finanziario: oltre un miliardo di euro”.

Un fiume in piena che rischia di travolgere i vertici del partito padano, portavoce ideale di quello stesso problema “sicurezza”. Ed è proprio dal banco dell’assessore alle Politiche di sicurezza, Codognola che arriva la smentita dell’intera questione: “Si tratta di una ‘bolla’ demagogica destinata a sgonfiarsi. Nessuno dei ‘nostri’ ha mai offeso le forze di Polizia. Si è solo alzato qualche dubbio sul rapporto numerico tra agenti sul territorio e la popolazione. Sarebbe una contraddizione in termini dato che il nostro vessillo qua a Verona è proprio il raggiungimento di quella ‘sicurezza’ in grado di garantire benessere in una città come la nostra. L’opposizione si vuole fare paladina della lotta alla criminalità e decanta le lamentele dei sindacati, ma non si accorge che se la gente ci ha dato fiducia anche in questa tornata elettorale è proprio per quelle carenze che la minoranza manifesta in temi importanti come questo. I fondi mancano in ogni settore e la crisi si manifesta nella sanità così come nella sicurezza”.

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