Lavori pubblici, Provincia e Comune battono cassa

Previsti tagli per 17 milioni. In cantiere Arsenale ed ex gasometro. Di Dio: "Cerchiamo sponsor"

Non smette di preoccupare la Finanziaria a Verona. Per il Comune si profila un periodo di “vacche magre”: 12 milioni in meno rispetto al 2009, mentre 4 saranno quelli a cui dovrà rinunciare la Provincia. Una batosta che rischia di far traballare progetti e opere pubbliche già preventivate e che dimezzerà le risorse destinate a Comuni, turismo e associazionismo.

“Abbiamo sempre risparmiato ma è innegabile che la Finanziaria porterà con sé nuovi e più pesanti periodi di ristrettezze- afferma l’assessore al bilancio in Provincia, Stefano Marcolini- Secondo le nostre previsioni ci sarà un drastico taglio del 50 percento sulle spese discrezionali dei vari assessorati: manterremmo i servizi nei settori della scuola, della viabilità e manutenzione del patrimonio, mentre rimanderemo i finanziamenti destinati a manifestazioni culturali e alle associazioni presenti sul territorio”.

Periodo nero anche quello profilato dall’assessore all’Edilizia pubblica del Comune, Vittorio Di Dio, che tuttavia lancia alcuni segnali positivi: “Il taglio di 12 milioni voluto dalla manovra di Tremonti è pesantissimo e aprirà una nuova fase di ristrettezze. Tuttavia, siamo riusciti a mettere in cantiere alcune opere fondamentali che non aspettano altro che l’approvazione in Giunta: la nuova caserma dei carabinieri di san Michele, il recupero dell’ex Arsenale e l’intera area dell’ex gasometro”. Tre progetti attesi da tempo a palazzo Barbieri: la caserma dell’Arma riguarderà la costruzione ex-novo di un edificio di circa mille metri quadrati con annessi i posti di pertinenza. “Il piano- dice Di Dio- è già in preventivo, si tratta di attendere le valutazioni di sostenibilità e il via definitivo del Comune. Si tratta di attendere ancora qualche settimana”. Discorso più complicato circa la riqualifica dell’Arsenale, su cui pende una richiesta di finanziamento di circa 17 milioni di euro. Continua Di Dio: “Con l’assessore Polato stiamo già valutando le strade da percorrere, soprattutto attraverso la formula delle alienazioni di alcuni palazzi comunali. L’area di 65mila metri quadri che andrà rinnovata sarà importantissimo per l’economia della città”.

Si attende, quindi, il via definitivo per la riorganizzazione dell’ex gasometro che diverrà sede della polizia municipale, dei vigili urbani e del nucleo di monitoraggio del traffico. “Oltre al parcheggio è essenziale riportare il comando entro un edificio più moderno e raggiungibile. Per questo progetto abbiamo preventivato finanziamenti di oltre 40 milioni di euro coinvolgendo la Regione e l’Amt. Non è escluso che l’attuale palazzo storico di via del Pontiere rientrerà, successivamente allo spostamento del Corpo, nel piano delle opere alienabili. Per novembre potremmo già presentare in Giunta un progetto preliminare”. Molte le “opere importanti”, pochi soldi. Su questo terreno sia in Provincia che in Comune la soluzione sembra essere quella delle sponsorizzazioni. “I lavori previsti a Porta Nuova e Porta Palio, saranno probabilmente sostenuti anche da privati”, ammette Di Dio. Aperta la strada anche secondo Marcolini: “Per le opere di manutenzione cerchiamo risposte anche fuori dai nostri interlocutori convenzionali: ci siamo rivolti al Fondo europeo e al ministero dei Beni culturali, alle varie fondazioni sul territorio, in primo luogo Cariverona. Abbiamo richiesto, in tutto, circa 15 milioni di euro: il nostro primo obbiettivo sarà il recupero dello storico palazzo di Santa Maria Antica, per cui sono previsti 5 milioni”.

Intanto le voci preoccupate si moltiplicano, soprattutto nelle varie associazioni di categoria con il vicepresidente dell'Ance, Andrea Marani critico sulle posizioni del Governo che "taglia le risorse per le opere pubbliche, le amministrazioni affidano gli appalti al massimo ribasso e allungano i tempi di pagamento. Certo, quando riescono a pagare, dato che hanno le mani legate dal patto di stabilità”. Per Ferdinando Albini, presidente Confartigianato Verona "il settore è in ginocchio, circa la metà degli iscritti gravita sul settore pubblico ma grandi opere e cantieri non se ne vedono. Con la crisi dell'edilizia privata puntavamo a risollevarci grazie agli appalti e la carenza delle commissioni è un passo in più verso il baratro. Il settore sarà destinato al blocco totale".

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