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I lavoratori delle acciaierie Pittini protestano: partiti sciopero e presidio

I lavoratori incrociano le braccia e si sistemano davanti agli stabilimenti per chiedere maggiore sicurezza, dopo l'incidente avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, dove sono rimasti feriti quattro operai

Come annunciato lunedì, sono scattati il 5 settembre lo sciopero di 8 ore e il presidio dei lavoratori delle acciaierie Pittini, dopo l'incidente avvenuto nella notte tra domenica e lunedì negli stabilimenti di lungadige Galtarossa, nel quale sono rimasti feriti, fortunatamente in maniera non grave, quattro operai. 

Fim, Fiom e Uilm di Verona e la RSU hanno ricordato, nel comunicato diffuso il 4 settembre, che si tratta del terzo episodio avvenuto nell'ultimo anno e chiedono quindi maggiore sicurezza per gli operai. 

Anche il gruppo "Lavoratori e Lavoratrici in Lotta a Verona" ha espresso la propria solidarietà alle persone impegnate in questa manifestazione con una nota diffusa. 

Si è sfiorata la tragedia alle Acciaierie Pittini di Verona; per l'ennesima volta dei lavoratori sono finiti in ospedale, in gravi condizioni di salute mentre stavano compiendo delle operazioni di manutenzione in un forno ad alta fusione. Sono passate poche ore dall'emissione del bollettino d guerra dell'INAIL, che fotografa una situazione gravissima nel mondo del lavoro: nei primi sette mesi del 2017 i decessi conseguenti a infortuni sul lavoro sono aumentati: 591, contro i 562 dei primi sette mesi del 2016. Un +5,2% che in sé denoterebbe una preoccupante controtendenza rispetto al periodo precedente.

I padroni le provano tutte pur di giustificare il peggioramento delle condizioni di lavoro, affermando che l'aumento potrebbe essere dovuto anche al calo della disoccupazione: in altre parole, all'aver più gente che lavora e che quindi può farsi male. L'ennesimo incidente alle Acciaierie Pittini ci dice invece ben altro. E' da mesi che vengono effettuate segnalazioni di irregolarità e di pericolo all'interno del reparto produttivo. Mentre aumentano i carichi e i ritmi di lavoro e diminuiscono i periodi di manutenzione, a rischiare la vita sono sempre i lavoratori. Già a inizio estate, dopo un grave incidente che le parti sindacali avevano denunciato in un comunicato del 26 giugno, la direzione aziendale era stata sollecitata affinchè intervenisse concretamente per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. Le parole si sono però sprecate tanto che il 3 agosto, alle mancate risposte, è seguito un incontro allo Spisal. Non è passato nemmeno un mese ed ecco l'ennesimo incidente, che segue di pochi giorni quello del 16 agosto, in cui a finire in terapia intensiva furono due lavoratori in subappalto. Per questo FIM, FIOM e UILM hanno indetto 8 ore di sciopero a partire dalle 6 di oggi fino alle 14 di domani, con un presidio/assemblea davanti ai cancelli aziendali programmato per oggi alle 15. Ai lavoratori va la nostra massima solidarietà. Questa è la vera emergenza, non solo la disoccupazione dilagante ma anche il rischio di morire per tirare a fine mese.

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