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Si conclude la fuga di un latitante moldavo arrestato a Legnago

I carabinieri avevano individuato l'uomo già da qualche giorno e hanno approfittato del momento migliore per bloccarlo. Ora dovrà scontare 15 anni di carcere in Moldavia

Dal 2009 pendeva sul suo capo un ordine di carcerazione per l’espiazione di una pena di 15 anni di carcere emesso dal Tribunale di Cahul (Moldavia), per i reati di violenza sessuale su minore e istigazione di minore a commettere reato.

I REATI - I fatti che hanno portato all’arresto di C. C., 32enne, moldavo, domiciliato a Legnago con un altro nome, e passaporto rumeno, hanno avuto inizio nella notte tra l’8 ed il 9 febbraio 2009 in Moldavia dove l’uomo, costringe una minore del luogo, dopo averla minacciata di morte, ad avere rapporti sessuali, coinvolgendo nell’ignobile atto anche un’altra minore.

LA FUGA - Nel mese di luglio dello stesso anno il Tribunale di Cahul lo condanna. Ma nel frattempo il C. C. aveva fatto perdere le proprie tracce trasferendosi, presumibilmente da subito, in Italia. Per rendersi più difficilmente rintracciabile si è munito di un passaporto rumeno originale, rilasciato con l’attestazione di false generalità.

LE SEGNALAZIONI - Durante il suo “soggiorno” nel nostro paese non ha avuto vicende penali ad eccezione di una querela del maggio 2011 da parte di un connazionale, poi rimessa, per lesioni, minacce e violazione di domicilio, in relazione ad alcuni fatti accaduti a Legnago. La presenza in Italia di questo soggetto era stata segnalata da tempo dal Servizio per la Cooperazione Internazionale della Direzione della Polizia Criminale di Roma, che aveva ricevuto la notizia dalla Polizia Moldava.

LA CACCIA - Le ricerche erano state svolte sia nella provincia di Padova, che a Verona, poi negli ultimi giorni è arrivata la svolta investigativa da un controllo incrociato, da cui è risultato il pagamento di contributi previdenziali da parte di una ditta di Cerea al nuovo nominativo utilizzato dal C. C.. Gli accertamenti eseguiti hanno permesso di stabilire che la ditta, operante nel settore degli allestimenti fieristici, è del cognato del ricercato, che vive a Cerea.

L'ARRESTO - Gli uomini della Stazione Carabinieri di Cerea, che ha ricevuto la segnalazione, coordinati dal Comandante M.llo Capo Sabatino Ramolo, hanno predisposto dei specifici servizi di osservazione e controllo, localizzando con certezza l’abitazione utilizzata dal criminale  al Porto di Legnago e riuscendo a sorprenderlo mentre, come di consueto, si recava a lavoro con il cognato. All’atto del controllo operato con la collaborazione della pattuglia del N.O.RM. di Legnago, sul veicolo fermato gli occupanti sono risultati essere tutti di nazionalità moldava ad eccezione del C.C. che mostrava ai militari un passaporto rumeno. Quando è stato invitato a seguire i carabinieri l’uomo, già in evidente stato di agitazione, alla domanda effettuata in modo diretto, ha ammesso la propria reale identità. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di recuperare anche il passaporto originale rilasciato dalla Moldavia. Al malvivente, portato al carcere di Montorio in attesa del completamento delle pratiche di estradizione, è stata contestata anche la ricettazione di un documento genuino ma contenente false generalità. E’ al vaglio dei militari di Cerea anche la posizione del cognato circa il comportamento che in questi anni ha favorito la latitanza di questo pericoloso soggetto.

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