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"La sanit veneta  al verde" Coletto: "Buco gi ripianato"

"La sanit veneta al verde" Coletto: "Buco gi ripianato"

"La sanit veneta al verde" Coletto: "Buco gi ripianato"

L'attacco del Pd: "Si continua a privilegiare il guadagno privato a scapito del settore pubblico"

Comincia con il canonico ritardo di 15 minuti la seduta straordinaria del Consiglio regionale per fare chiarezza sull’ormai famigerato buco della sanità. L’oggetto della convocazione è chiaro: “La sanità veneta verso il fallimento. Fare chiarezza sulla situazione finanziaria delle aziende sanitarie”. Chiari anche gli attacchi di Pd, Udc e Idv nel chiedere spiegazioni all’attuale Giunta. La capogruppo del Pd, Laura Puppato, è la prima a prender parola, con il mantra che durante tutta la seduta verrà rimbalzato da consigliere a consigliere: “Manca un piano socio-sanitario: si continuano a foraggiare, senza controllo, alcune zone del Veneto a scapito di altre, aumentando continuamente le convenzioni col privato. Viene il dubbio che i guadagni restino agli imprenditori, mentre costi e debiti siano sobbarcati al settore pubblico”.


A ribadire e rilanciare ci pensa poi il consigliere Pd, Roberto Fasoli: "Il nuovo piano sociosanitario dovrà dovrà garantire diverse tipologie di intervento e di assistenza, un altro modello di organizzazione delle strutture sanitarie e delle complesse tecnologie diagnostiche". Subito dopo la pausa pranzo, è l’assessore alla Sanità, Luca Coletto, a prender parola: “Non c’è in atto nessun fallimento in Veneto. I servizi socio-sanitari non subiranno alcun effetto dalla situazione finanziaria. Abbiamo proceduto alla copertura dei disavanzi d’esercizio esposti dalle aziende sanitarie con l’Irpef e i ticket: nel 2009 la scopertura era di 24 milioni e mezzo di euro che abbiamo prontamente coperto con risorse proprie della Regione. Per risanare altri eventuali buchi di bilancio avvieremo verifiche puntuali su costi delle varie aziende con i parametri previsti dalla norma nazionale. Il piano che ci apprestiamo a licenziare terrà conto delle realtà territoriali per costruire strumenti che filtrino gli accessi agli ospedali e li rendano più vicini al cittadino”.

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