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Cronaca

La "resistenza del bogn" contro le auto blu

La curiosa proposta di un esponente del Pnv: "non farsi sorpassare in autostrada"

La vicenda dell'auto a servizio del sindaco Flavio Tosi che percorreva l'autostrada a 190 all'ora che ha riempito in queste giorni le pagine dei giornali non ha suscitato solo discussioni. La riprova viene dall'intervento di Luca Schenato del Partito nazionale veneto (Pnv), che propone in un intervento una curiosa "forma di resistenza" alle alte velocità delle auto istituzionali.


"Percorro quotidianamente tratti dell’autostrada A4 tra Verona e Padova e non avete idea di quante auto blu mi capiti di incontrare, purtroppo. Dico purtroppo, perché la caratteristica comune a tutte le auto blu che incontro è sempre quella: la velocità criminale unita a un’irreferenabile voglia di avere la corsia tutta per loro. L’auto blu e il suo andare spavaldo sono uno dei segni più visibili e più facilmente riconoscibili per tante persone dell’arroganza del potere.... Percorro quotidianamente tratti dell’autostrada A4 tra Verona e Padova e, scusate l’italianismo, mi sono rotto i c... di abbassare la testa di fronte all’arroganza del potere che, venendo sparato da dietro sfanala, come un pazzo per poter passare, sempre e comunque. Me li ritrovo sempre attaccati dietro che, mentre sorpasso ai 130, massimo 140 chilometri orario, pretendono che io faccia chissà quali manovre da pirata per farli passare subito. Luri, poarini, i ga freta. Tronfi della certezza di essere al di sopra di noi sudditi, pretendono la loro corsia preferenziale anche in autostrada. Ecco perché io da tempo attuo una sorta di disobbedienza civile. Contro l’arroganza del potere io oppongo la disobbedienza civile del bogón (chiocciola, lumaca). Ossia, quando mi vedo arrivare queste auto blu e sono in corsia di sorpasso, me la prendo molto comoda a sorpassare. Dovete vederli come sfanalano disperatamente, come cercano in tutti i modi di sorpassare il pazzo che non si sposta come tutti gli altri sudditi. Esorto dal profondo del cuore tutti ad attuare la disobbedienza civile del bogón perché, appurato che loro sono al di sopra della legge di questo stato cadaverico parassitario, non possiamo piegare anche la nostra dignità. Si parte da queste piccolissime cose e piano piano ci si rende conto che si può essere liberi, che loro non sono invincibili, che non ci fanno paura! Proud to be bogón!"

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