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Cronaca

La doppia faccia dei veronesi

Per la curia simo solidali, ma gli ultimi avvenimenti dimostrano tutt'altro

Il rapporto numero quindici dell’Ufficio documentazione e studi della Curia, presentato giusto ieri, ci racconta che Verona è una città che sta lottando con la crisi ma che non ha perso di vista la sua anima “solidale”. Sarà.

La cronaca, nel frattempo, registra due fatti che però fanno a pugni con la ricerca della Curia. Numero uno: la ben nota vicenda dei vigili urbani che avrebbero “svegliato” con modi tutt’altro che urbani un clochard appisolato in centro. Il fatto che fosse o meno un dipendente comunale, che fosse o non fosse una specie di trappola organizzata a tavolino, non cambia di una virgola quello che la videocamera di un telefonino ha registrato, ovvero l’arroganza poco o per niente giustificata di persone in divisa che dovrebbero garantire la sicurezza di tutti i veronesi.

E qui arriva l’episodio numero due: ovvero i vigili accusati dagli stessi cittadini veronese di essere troppo “morbidi” nei confronti di alcuni immigrati coinvolti in una rissa. Ma come? Non si era detto che i veronesi sono “solidali”? Sappiamo bene che generalizzare è sempre sbagliato. Però se gli episodi si ripetono, se Verona finisce sulle prime pagine dei quotidiani nazionali sempre e solo per gli stessi (sbagliati) motivi, allora forse qualcosa di marcio, da qualche parte, ci dev’essere.


E non si tiri in ballo il “complotto mediatico” o altre simili amenità: non ci crede più nessuno. Cominciamo a cercare il marcio intorno a noi. Magari lo troviamo.

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