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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

"La citt un modello europeo per la sicurezza"

Il ministro Maroni annuncia il progetto pilota del sistema di videosorveglianza

“Verona sarà modello italiano ed europeo per l’innovazione in tema di videosorveglianza attiva. Sarà un successo, ne sono sicuro. Il mio istinto mi dice che siamo sulla strada giusta”. Con queste parole, il ministro dell’Interno Roberto Maroni, introduce il nuovo sistema di telecamere già ribattezzate “intelligenti”. Un “test importante” afferma il leghista, per “riuscire a mettere in rete, per la prima volta, i vari sistemi, pubblici e privati, significa creare una capacità di osservazione e raccolta di informazioni e capacità organizzative indispensabili per le varie investigazioni”.

La piattaforma informatica, nata dalla sinergia tra Ibm e ItalTel, nasce dall’esigenza di accedere pressoché “in tempo zero” alle informazioni sensibili, come precisa Katia Martino, della società informatica: “Siamo partiti con lo studio e l’analisi dei comuni. In molte cittadine esistono già numerosissimi sistemi di sorveglianza: nelle ferrovie, in prossimità delle poste e alle banche, ma non sono integrate tra di loro e con le sale operative di zona. Il ‘Progetto Verona’ serve proprio a questo, ossia dall’esigenza di mettere a fattor comune per migliorare la sicurezza dei cittadini e contrastare la criminalità. Abbiamo voluto raccogliere le Forze dell’Ordine, i proprietari di telecamere e i cittadini, veri beneficiari dei nuovi interventi. Le telecamere intelligenti nascono quindi per garantire maggior efficienza e fornire una corretta e rapida analisi dei dati per le investigazioni”. La sicurezza quindi partirà dalla mappatura esatta e il centro servizi favorirà il dialogo tra proprietari delle telecamere e le forze di pubblica sicurezza.

Francesco Signore di Ibm: “La priorità dell’opera è il reperimento dei filmati di alta qualità e l’accesso istantaneo ai dati informativi. Il risultato è un dato fruibile e sintetico che permetterà di monitorare eventi tipici: la classica valigetta abbandonata in una situazione critica, un intasamento del traffico inconsueto, fino al più semplice furto di una macchina. Al verificarsi di un episodio viene avviata una richiesta di informazioni su elementi colti dalla mappatura. Nel caso di reati già commessi, l’operatore del centro servizi richiederà lo “spezzone” interessato al proprietario delle telecamere presenti e si avvierà l’indagine. Queste, nelle sintesi degli esperti, le modalità di attuazione della tecnologia. Un progetto pilota di cui si farà protagonista Verona, che, secondo i progettisti, per dimensioni e tipologia di reati, è il luogo ideale per le telecamere intelligenti. Così, davanti alla sala gremita della sala Arazzi di palazzo Barbieri, si presenta e sviluppa nel territorio scaligero quello stesso “Progetto sicurezza”, già ampliamente presente sul Gardesano. Non avanza dubbi, il ministro Maroni, sull’infallibilità del sistema integrato, sicuro che fra qualche tempo, già in estate, si potranno analizzare i primi bilanci: “Non solo l’integrazione dei sistemi ci permette in tempi rapidissimi di individuare le telecamere presenti nelle diverse zone, ma il progetto ci fornisce un aiuto fondamentale per analizzare la situazione senza errori attraverso le immagini e trovare gli elementi utili alle attività investigative”. Rapido, efficace, infallibile. Non si lesinano gli aggettivi, e il ministro in persona è fiducioso nella prova pilota che renderà Verona protagonista.

“La città- precisa Maroni- ha già investito molto nella direzione della sicurezza urbana, con tecnologia e strumenti messi a disposizione dal Governo a cui si aggiunge il pacchetto d’ordinanza che dota il sindaco di maggiori poteri in materia d’ordine pubblico. Quindi la città scaligera sarà capofila e diverrà un modello che possa essere utilizzato in altre città grazie ad un intervento specifico nel territorio e calibrato secondo le necessità e le dimensioni. A Caserta il primo intervento di questo tipo ha avuto un exploit importantissimo per la lotta ai casalesi. Non passa giorno che non ci sia un arresto di latitante o un sequestro di beni, l’ultimo di ieri da 500 milioni di beni”. Già sul Garda, appunto, le prime sperimentazioni cui vanno fieri Maroni e lo steso sindaco Tosi con la “riduzione degli incidenti e dei reati su strada e acqua, e un favoreggiamento della prostituzione diminuito del 300 percento”. Aspettative positive e non disattese visto che dal Garda il progetto verrà esteso agli altri laghi alpini e nel lago di Como il progetto è già in stadio avanzato.

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