rotate-mobile
Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

La citt sfida la crisi e aumenta l'occupazione

I dati In Job: regge il settore bancario, commerciale, e agroalimentare

La crisi non rallenta ma anche nel 2009, in piena recessione, molte imprese del Veronese hanno continuato ad assumere. Più tecnici e operai qualificati, più donne, purché specializzati o pronti a seguire corsi di formazione. Perché la ripresa arriverà, e tutte le aziende vogliono farsi trovare preparate. Occupazione a rischio, quindi, ma non in tutti i settori né per tutti i lavoratori. Secondo le rilevazioni dell’agenzia per il lavoro In Job, infatti, nonostante la netta contrazione degli ordini dell’anno scorso, la domanda di personale qualificato è stata sostenuta, soprattutto per esperti e tecnici commerciali. Inoltre in vari settori la crisi ha colpito Verona fortunatamente meno di quanto si temesse: un dato controcorrente, con una confortante inversione di tendenza e l'aumento del 3 percento dei lavoratori avviati dall’agenzia.

Dal dettaglio delle rilevazioni statistiche di In Job si consolida infatti la richiesta di dipendenti italiani (giunta ormai all’83 percento del totale degli avviati) e c’è lavoro anche per gli stranieri (+5 percento), segno che il mercato ricomincia a proporre interessanti prospettive di collocazione. In recupero gli operai (con un +3 percento rispetto agli impiegati), mentre un altro elemento positivo per il mercato del lavoro è l'aumento, pari all’11 percento, del ricorso al personale femminile. Tra i settori economici che assumono di più nel Veronese, in base alle rilevazioni compiute da In Job, capofila del mercato è oggi il comparto bancario e assicurativo, che acquista peso fino al 35 percento dei lavoratori collocati, mentre al secondo posto si consolida il valore del commercio, con il 19 percento, davanti all’alimentare sia pure di un solo punto percentuale. Il primo settore industriale è il metalmeccanico, in quarta posizione con una quota del 12 percento. Tra i motivi del ricorso al lavoro somministrato spiccano quelli legati all’organizzazione (in calo dal 66 percento del 2008 al 59 percento dell’anno scorso), connessi a turni, riorganizzazione di reparti e nuovo personale per start-up. In seconda posizione, ma in crescita, si confermano le ragioni produttive (con il 36 percento,): acquisizione di nuove commesse, stagionalità, esecuzione di progetti.

“Abbiamo affrontato un periodo di grandi trasformazioni puntando sulla ricollocazione dei profili più specializzati e professionali e cercando di orientare queste figure verso le aziende a loro più adatte - sottolinea Marika Ambrosi, responsabile regionale di In Job per il Veneto –. A Verona c’è attenzione per il commercio e la grande distribuzione, che richiedono personale per turni, ferie e nuove aperture. Molto attivo il settore alimentare, con ricerche di personale a copertura di picchi di lavoro e stagionalità. Attribuiamo molto valore alla formazione prima dell'avviamento, in modo che i nuovi assunti siano operativi da subito: questo ci permette un rapporto più stretto non solo con le principali aziende alimentari, ma anche con tutto l'indotto del comparto”.
Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La citt sfida la crisi e aumenta l'occupazione

VeronaSera è in caricamento