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Cronaca

L'Atv accende la polemica in Provincia

L'opposizione chiede la sfiducia del Cda ma Miozzi non ci st

L’Azienda Trasporti Verona diventa un caso politico che rinfocola lo scontro fra maggioranza ed opposizione in Provincia. Con la minoranza che chiede di sfiduciare il Consiglio di amministrazione dell’azienda, “a causa di perdite plurimilionarie”, ed il presidente Giovanni Mozzi che invece nega sia l'ipotesi di sfiducia che il buchi. Ad aprire la discussione sono i consiglieri Pd Vincenzo d’Arienzo e Lorenzo Dalai, secondo i quali “più passano i giorni e più si conoscono i danni provocati alla Provincia di Verona dalla decisione del Cda dell’Azienda Trasporti Verona ed in particolare dai consiglieri nominati dall’Amministrazione Provinciale”.

Quantificando il danno provocato, la sottoscrizione della convenzione e, quindi, l’accettazione del piano del Comune a supporto del filobus che prevede lo scambio tra i servizi urbano e extraurbano fuori dalla città, provoca una perdita di 6 milioni per ogni anno che, aggiunto all’incomprensibile investimento per sostenere il filobus con 2 milioni 700 mila euro l'anno per 40 anni, fa balzare la cifra che la Provincia perde o paga a circa 358 milioni in 40 anni. Ma ancora più grottesco è rilevare che i consiglieri nominati dalla Provincia non si sono attenuti all’incarico. Infatti, ancora nel 2005, nella dichiarazione d’intenti tra il Presidente della Provincia e il Sindaco di Verona, che dettava gli impegni necessari per l’unificazione delle due aziende APTV e AMT, era ben scritto che i palazzi scaligeri non volevano avere nulla a che fare con il filobus che, pertanto, sarebbe rimasto di esclusiva competenza, economica e gestionale, del Comune e, quindi, dell’AMT. Inoltre, quella dichiarazione è stata votata e resa operativa dal Consiglio Provinciale nel 2006 da maggioranza e opposizione insieme. Per quale sconosciuta ragione i consiglieri di amministrazione ATV indicati dalla Provincia, che hanno votato la convenzione capestro, hanno disatteso la volontà del socio al 50%? E, quindi, a quale imput hanno aderito? Spero non quello del Comune, sarebbe davvero il colmo”. Affermazioni alle quali Mozzi replica senza mezzi termini.


“Spiace, ancora una volta, dover contraddire le dichiarazioni del consigliere del Pd, Vincenzo D'Arienzo. Il Cda dell'Atv non sarà sfiduciato. Tantomeno i consiglieri di amministrazione hanno disubbidito. E soprattutto non ci sarà alcun danno economico per i bilanci provinciali. Intanto, non è assolutamente vero che ci sarà una perdita di 6 milioni di euro: stiamo, infatti, discutendo con la Regione del Veneto, e in particolare con l'assessore Renato Chisso, per riuscire a reperire i finanziamenti necessari a migliorare e a potenziare il trasporto pubblico veronese, qualora servisse modificare il nostro piano di bacino: condizione che giudico, peraltro, assai lontana. Poi, non è neppure vero che dovranno essere investiti 2 milioni e 700 mila euro per il filobus: la Provincia, nell'accordo che si accinge a siglare con il Comune, ha scritto nero su bianco che gli oneri finanziari a carico dei Palazzi Scaligeri saranno unicamente per le opere che insistono sul territorio e che sono indispensabili al corretto funzionamento del filobus. Si tratta di concetti che ho detto e già ribadito in diverse occasioni proprio in questi ultimi giorni. Resto, infine, convinto che il Cda dell'Atv, così come tutti gli altri consigli d'amministrazione delle aziende partecipate, abbiano piena autonomia di voto, l'unica cosa davvero importante è che amministrino esclusivamente nell'interesse dei cittadini”. La discussione però pare solo appena iniziata.

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