rotate-mobile
Cronaca

"L'acqua deve restare un bene pubblico"

Idee chiare al primo Cda di Acque Veronesi. Leso: "Si tratta di un bene troppo importante"

La gestione dell’acqua deve restare pubblica. Questo il primo degli obiettivi del nuovo consiglio di amministrazione di Acque Veronesi, riunitosi questa mattina per la prima volta. Il neo presidente Anna Leso, il suo vice Nicola Martini ed il consigliere Marco Olivati sono compatti sulla linea da seguire, una scelta, tra l’altro, condivisa anche dai 71 comuni soci dei Acque Veronesi.

Il cosiddetto Decreto Ronchi, che apre ai privati la possibilità di poter gestire il servizio idrico, impone tre vie. La prima è quella che porta ad una gara aperta anche ai privati. La seconda permette a chi gestisce l’acqua, in questo caso Acque Veronesi, di decere ad un privato il 40 per cento della società. L’ultima via porta alla conferma dell’affidamento “in house”, sostanzialmente in forma diretta, del servizio. È questa la linea che il Cda di Acque Veronesi ha deciso di perseguire.

L’acqua è un bene troppo importante per la collettività – ha detto Leso -, che noi vogliamo che resti al 100 per cento pubblico”. Un’affermazione importate quella fatta dalla presidentessa, la quale ha già iniziato a discutere con l'Aato veronese le nuove tariffe "le quali devono coprire le spese di gestione del servizio e gli investimenti - ha detto la presidentessa, che ha aggiunto -. Noi abbiamo fatto la nostra proposta ad Aato, saranno loro poi a decidere il nuovo tariffario".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"L'acqua deve restare un bene pubblico"

VeronaSera è in caricamento