Dopo la rivolta dei profughi a Verona, ispezione della Prefettura nell'ostello

Pare non siano state riscontrate condizioni di accoglienza preoccupanti, ma il direttore della struttura rischia di perdere la fiducia

Il sindaco Tosi aveva segnalato una situazione a suo giudizio anomala sulla struttura che ospita i profughi a Veronetta. Poi è successo quello che è successo a Cona, nel veneziano, e su quella scia sono nate anche le proteste dei richiedenti asilo accolti nell'ostello di via Santa Chiara a Verona. Doverosa quindi l'ispezione da parte della Prefettura di Verona in un luogo dove il clima è teso, anche se il prefetto ha dichiarato al Corriere che la situazione è sotto controllo.

Da ciò che scrive il giornalista Enrico Presazzi sempre sul Corriere, la Prefettura pare non abbia riscontrato condizioni di accoglienza preoccupanti. Ciò nonostante, l'agitazione tra i profughi è costante e l'insicurezza in chi li ospità è sempre più grande. Il custode dorme con un piccone sotto il letto per paura di essere aggredito e alcuni collaboratori sono stati minacciati da chi è a capo di questa rivolta.

Il direttore dell'ostello, Fiorenzo Scarsini, parla di una complessiva mancanza di serenità che mina le basi di una giusta accoglienza. La rivolta dei rifugiati da una parte e le accuse di lucrare sull'emergenza migranti dall'altra rischiano di spegnere la fiducia di Scarsini che potrebbe anche decidere di chiudere l'ostello all'accoglienza dei richiedenti asilo.

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