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Un carabiniere mostra l'arma usata dal rapinatore durante i suoi colpi

Un carabiniere mostra l'arma usata dal rapinatore durante i suoi colpi

Isola della Scala. Carabinieri arrestano rapinatore seriale e con la scusa pronta

Dal 10 al 18 novembre ha tentato 7 colpi, mettendone a segno 5. E ogni volta si giustificava: "Mi servono per la droga", oppure: "Anche io devo mangiare"

Le sue iniziali sono A.L., nato nel '54, residente a Cerea e domiciliato a Sanguinetto. Era stato in carcere per 18 anni per delle rapine ad uffici postali, è uscito nel 2014 e da venerdì scorso 18 novembre è ritornato dentro con l'accusa di rapina aggravata e continuata

Dal 10 al 18 novembre ha tentato 7 rapine, mettendone a segno 5 e portando via circa 3.000 euro in totale. Questa volta però non da uffici postali, ma da esercizi pubblici in particolare farmacie, tabaccherie e piccoli supermercati. Conosceva bene il territorio tra Isola della Scala e il mantovano e credeva che colpire nelle zone di confine, da lui ritenute meno sorvegliate, sarebbe stato più sicuro. I carabinieri di Isola della Scala, con l'aiuto dei colleghi del radiomobile, gli hanno fatto cambiare idea perché dopo i primi colpi hanno intensificato i controlli e lo hanno arrestato nel parcheggio di una farmacia di Erbè. Aveva da poco rapinato una farmacia a Castelbelforte, portandosi via 500 euro e avrebbe colpito anche ad Erbè se i militari non l'avessero fermato. Inoltre, dopo l'arresto ha anche ammesso di aver pianificato altri colpi. Quindi l'intervento dei carabinieri ha messo fine ad una serie di rapine che poteva continuare ancora.

La prima rapina è stata messa a segno il 10 novembre a Isola della Scala, poi il suo raggio di azione si è spostato sul confine tra le province di Verona e Mantova, colpendo a Trevenzuolo, Castelbelforte e Roncolevà. Fondamentale per la sua cattura è stato l'aiuto delle telecamere poste sulle strade che hanno permesso di identificare il suo mezzo di trasporto. Difficile infatti identificare l'uomo, perché metteva a segno le sue rapine indossando il casco per travisare il volto. Per minacciare i commessi, A.L. usava una pistola scacciacani e una sua strana caratteristica prima di fuggire era di giustificare il suo gesto ai rapinati. Una volta ha detto che gli servivano per la droga, in un altro caso ha dichiarato: "Anche io devo mangiare". Tutte scuse pronunciate prima di salire sul suo Kimco 125 e fuggire.

Una volta individuato il suo mezzo e intuito che le sue rapine venivano messe a segno nella seconda parte della settimana, i carabinieri hanno militarizzato la zona con uomini in borghese e in divisa da giovedì 17 novembre. Il giorno seguente, i carabinieri hanno appreso della rapina nel mantovano e hanno fatto partire la caccia all'uomo conclusa ad Erbè. A.L. si stava preparando per un'altro colpo nel parcheggio della farmacia. I militari gli hanno messo le manette senza che lui se ne accorgesse. Nel bauletto del suo scooter sono stati ritrovati i soldi portati via da Castelbelforte e che successivamente sono stati restituiti.

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