Cronaca Centro storico / Corso Porta Borsari

Verona. Inseguito, si arrampica sulla grondaia fino al balcone del terzo piano e poi sul tetto

I carabinieri lo hanno poi seguito sul tetto dove è partita una breve colluttazione, che ha visto uno dei militari scivolare e cadere giù: fortunatamente in quel punto c'era ancora il terrazzo

Un inseguimento spettacolare, fortunatamente senza gravi conseguenze, si è verificato ieri in pieno centro storico ed ha portato all'arresto di un ragazzo classe 1995 originario del Marocco. 
Due ragazzi si trovavano fuori dal bar Ai Duchi di Corso Porta Borsari e uno di loro aveva il cellulare in mano, quando sono arrivate tre persone che li hanno spinti a terra. Uno di questi ha preso il cellulare e le sigarette dei due, dopodiché ha iniziato a correre in direzione del duomo. Le due vittime però non si sono rassegnate e a loro volta si sono lanciate all'inseguimento, fino a quando il ragazzo non ha provato a disfarsi del cellulare, sperando che i due smettessero di braccarlo, e si è arrampicato su una grondaia, raggiungendo il balcone al terzo e ultimo piano di una palazzina. Ma i due, anziché andarsene, sono rimasti sotto ad attenderlo e hanno avvisato i carabinieri. 

Giunti sul posto, i militari sono entrati nella palazzina dopo che il proprietario del terrazzo in questione gli ha aperto, notando che un intruso si era infiltrato nella sua proprietà. Ma il giovane marocchino non voleva spaerne di arrendersi e ha iniziato a lanciare vasi di piante addosso ai carabinieri che venivano avanti, prima di salire su un tavolino appoggiato al muro, che gli ha consentito di arrivare sul tetto della palazzina. I militari allora lo hanno seguito e, ad altezza proibitiva, è iniziata una breve colluttazione. Uno dei due militari, forse mettendo il piede in fallo, è caduto giù dalla copertura: per sua fortuna però è precipitato sul balcone, procurandosi solo una forte contusione al braccio guaribile in una quindicina di giorni. L'altro militare invece è poi riuscito ad acciuffare il giovane, rimasto senza via fuga vista l'assenza di altri tetti vicini sui quali saltare. 

Ammanettato, è comparso questa mattina davanti al giudice per la direttissima. Nonostante si tratti solamente di un 20enne, i suoi numerosi precedenti (furto, lesioni, resistenza) lo hanno indicato come un soggetto abituato a delinquere: l'arresto è stato quindi convalidato e disposta la custodia cautelare in carcere. Chiesti infine i termini a difesa con rinvio udienza alle ore 11 dell'8 maggio. Ancora ignoti per il momento gli altri due complici.

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