Forzano una finestra, poi l'inseguimento con i carabinieri: due in manette

La vicenda ha avuto inizio in corso Vittorio Emanuele II°, a Villafranca, quando una pattuglia dei militari ha individuato un'auto sospetta e successivamente i due individui che la utilizzavano, che hanno poi cercato la fuga

I carabinieri con la vettura fermata

Poco prima avrebbero forzato la finestra di uno studio legale ma, avvistati dai carabinieri, si sarebbero dati alla fuga con la propria auto, dando vita ad un inseguimento che si è concluso con il loro arresto. A finire in manette nella mattinata di giovedì 25 luglio, per mano dei militari dell'aliquota radiomobile di Villafranca di Verona e della stazione di Sommacampagna, sono stati due uomini di origine albanese (K.G., classe 1989, e B.A., classe 1987), ritenuti responsabili dei reati di tentato furto aggravato in concorso e resistenza a pubblico ufficiale.

Una pattuglia stava eseguendo un servizio di controllo a Villafranca, quando ha notato un'auto sospetta in corso Vittorio Emanuele II°. Gli operatori, riferisce l'Arma, dopo un lungo servizio di osservazione e pedinamento, sarebbero riusciti ad individuare i proprietari del veicolo: si trattava dei due individui di origine albanese, che poco prima, nella stessa via, avrebbero forzato una finestra per entrare in uno studio legale
È a quel punto che la coppia avrebbe provato a scappare: ne sarebbe nato così un lungo inseguimento, per il quale è stato richiesto l'intervento di un'altra pattuglia in supporto, quella della stazione di Sommacampagna.
Fermato il primo uomo, B.A., K.G. avrebbe ingaggiato una violenta lotta con gli uomini dell'Arma, che senza poche difficoltà sono riusciti a bloccarlo. Dopodiché sono scattati controllo e perquisizione, che avrebbero permesso di riportare alla luce numerosi arnesi da scasso a bordo dell'autovettura.

Concluse le operazioni di rito, i due uomini sono stati dichiarati in arresto e condotti nella giornata di venerdì presso il tribunale di Verona, per essere sottoposti alla celebrazione del rito direttissimo.
Concluso il rito e convalidato l'arresto, K.G. è stato portato nel carcere di Montorio, mentre a B.A. è stato comminato l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

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