Impedisce al padre di vedere la figlia e viene condannata tre volte

Un'insegnante veronese di 43 anni nei guai per l'ennesima volta. Dal 2008 era scappata a Treviso con la bambina nonostante il giudice le avesse ordinato di programmare gli incontri con l'uomo, operaio di 37 anni

Il Tribunale di Verona

Tre condanne in due anni. Questo il "record" che una mamma di 43 anni ha totalizzato per aver impedito al padre veronese di vedere la sua bambina, che ora ha otto anni. Il terzo processo a carico della donna, insegnate, è finito negli scorsi giorni con la sentenza per sottrazione di minore e inosservanza del provvedimento del giudice. E la condanna è avvenuta in contumacia, dato che la 43enne e scappata portando con sé la bambina. Ora si suppone viva a Treviso. Le prime contestazioni risalgono al luglio 2008, subito dopo la separazione dei coniugi, e quando la piccola aveva due anni. In tre occasioni in cui era stabilito l'incontro, come segnala l'Arena, aveva evitato di far vedere la figlia al papà, un operaio di 37 anni. Ieri il giudice ha giudicato colpevole la donna e l'ha condannata a sei mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali, circa 3mila euro. E senza sospensione della pena, dati i precedenti.

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Secondo la ricostruzione in aula a Verona, la mamma si sarebbe giustificata due volte dicendo di sentirsi poco bene e quindi non poteva accompagnare la figlia. In un terzo caso aveva chiesto la presenza di un assistente sociale, non previsto dal giudice civile. La donna, dopo la separazione, aveva trovato lavoro in provincia di Treviso e aveva traslocato con la figlia, nonostante il parere negativo del giudice. Anche a Treviso, tuttavia, era stata condannata per sottrazione di minore. Pur di non fargli vedere la bambina aveva accusato deliberatamente l'uomo di molestie. Il processo riprenderà, con una denuncia per calunnia in più, il 12 luglio.

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