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Inquinamento da Pfas. La Miteni pronta a collaborare con la Commissione

Dopo l'annuncio del Consiglio regionale della nascita del nuovo organo, l'azienda di Trissino si dice pronta a mettere "a disposizione anche i risultati dell'indagine che i consorzi di depurazione stanno effettuando proprio in queste settimane"

Diamo la nostra piena disponibilità e collaborazione alla commissione sui Pfas varata ieri dal Consiglio Regionale del Veneto. Apprendiamo con favore che c’è l’intenzione di ascoltare anche Miteni cosa che la commissione parlamentare non ha invece mai fatto.

Inizia così la nota dell'azienda di Trissino, la prima indiziata per l'inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche rilevato in Veneto nelle province di Vicenza, Verona e Padova, dopo l'annuncio da parte del Consiglio regionale di una Commissione speciale d'inchiesta

Con favore cogliamo le dichiarazioni che impegnano la commissione al rigore scientifico con cui si intende improntare il lavoro. Siamo certi che vi sarà un concreto confronto in cui Miteni potrà mettere a disposizione tutto il patrimonio di conoscenze che l’hanno resa una delle aziende leader al mondo per la ricerca nel suo settore.
La commissione regionale avrà inoltre a disposizione anche i risultati dell'indagine che i consorzi di depurazione stanno effettuando proprio in queste settimane sugli utilizzatori dei Pfas, come stabilito da una sentenza del tribunale Superiore delle acque e da un decreto della stessa Regione Veneto. Siamo certi che i risultati di questa indagine descriveranno un quadro del tutto nuovo sull’origine delle fonti di immissione dei Pfas nell’ambiente sia oggi sia per il passato.

Sul problema Pfas ha parlato anche la consigliera del regionale del Partito Democratico Alessandra Moretti, che ha incontrato alcuni rappresentanti del Comitato ‘Genitori contro i Pfas’ di Lonigo che hanno chiesto all’esponente del PD di far propria la battaglia “che ormai da anni stanno portando avanti - ricorda la Consigliera - per sensibilizzare le istituzioni nazionali e regionali". 

Su una vicenda così delicata e drammatica, perché coinvolge centinaia di famiglie e colpisce la salute dei nostri figli, non si può più consentire il rimpallo delle responsabilità nonché i silenzi o le omissioni da parte di chi ha il dovere di informare compiutamente i cittadini coinvolti direttamente dal problema dei Pfas.

'Mia figlia ha 90 nanogrammi di Pfas per millilitro di sangue. Undici volte il livello massimo’, la preoccupata testimonianza di una mamma. Voglio esprimere un grazie sincero a quei genitori che da anni si battono per la verità e il mio impegno che ho assunto oggi con loro è quello di attivarmi su più fronti. Scriverò direttamente al ministro Lorenzin, per sollecitare anche da parte del ministero della Salute un intervento in merito, soprattutto sui valori di performance di Pfas presenti nell’acqua perché venga stabilito un range standard valido per tutte le regioni e al ministro Martina in relazione alla problematica relativa alla produzione alimentare sul territorio veneto.
Credo che la pazienza manifestata fino ad oggi - conclude Moretti - sia stata logorata dalle mancate risposte dell’amministrazione regionale.

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