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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Bra

Pfas in Veneto, proposta di legge M5S: "A pagare non siano agricoltori ed allevatori"

Nel corso di un'interrogazione parlamentare rivolta in particolare al ministro Martina, la deputata Silvia Benedetti del M5S ha chiesto che "non siano agricoltori e allevatori a dover pagare il prezzo della contaminazione delle falde acquifere provocata in Veneto dai Pfas"

L’Associazione Culturale Bandiza Group in collaborazione con il Coordinamento Acqua Libera dai PFAS e il Movimento 5 Stelle ha organizzato una conferenza stampa, presso la Sala Verde del Caffè Pedrocchi di Padova, che si terrà sabato 30 aprile alle ore 11.00 per evidenziare la gravità dello stato attuale dei territori coinvolti dall’inquinamento delle acque dai PFAS e presentare la Proposta di Legge del Gruppo Parlamentare del Movimento 5 Stelle.

In merito a tale delicata problematica era intervenuta proprio ieri, mercoledì 27 aprile, con un'interrogazione parlamentare la deputata grillina Silvia Benedetti: "Evitare che siano agricoltori e allevatori a dover pagare il prezzo della contaminazione delle falde acquifere provocata in Veneto dai Pfas, sostanze tossiche utilizzate per rendere impermeabili carta, stoffe e stoviglie, che finora ha già colpito 60mila persone e ne vede circa altre 250mila costrette ad analisi mediche di verifica in 70 Comuni, distribuiti in particolare nelle province di Vicenza, Verona, Padova e Rovigo”.

Era stato questo, in sintesi, il contenuto della interrogazione presentata dalla deputata Silvia Benedetti e dagli altri deputati veneti M5S rivolta al Ministro delle Politiche Agricole, Martina. Il loro intervento proseguiva sottolieando come “attualmente le soluzioni per contenere il rischio di contaminazione delle falde acquifere e tutelare la salute pubblica sono infatti la mappatura delle aziende che utilizzano acque superficiali o pozzi per la loro attività, il prelievo di un campione di acqua e le analisi da parte dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Veneto (Arpav), il cui costo potrebbe essere regolato e ‘calmierato’ mediante una convenzione tra la Regione Veneto e le Organizzazioni Agricole. Nel caso di individuazione di pozzi che superino la soglia di accumulo, si prevede invece la variazione dell’altezza dei pozzi per raggiungere una falda ‘pulita’ o l'apposizione di filtri”.

La richiesta principale, rivolta sempre al ministro Martina dalla deputata pentastellata Silvia Benedetti, è stata soprattutto quella "di adottare tutte le misure necessarie affinché l’onere economico delle costose analisi per verificare la contaminazione dei pozzi non ricada su agricoltori e allevatori, che già devono affrontare le difficoltà legate al danno d’immagine, così come, in caso di chiusura di pozzi e di interruzione di prelievo d’acqua in falda, che venga garantita la disponibilità d’acqua nonché l’installazione di filtri ai carboni attivi in tutti i pozzi privati utilizzati per l’abbeveraggio di animali e l’irrigazione dei campi coltivati”.

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