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Innovazione e bellezza: studenti veronesi vincono con cromimage e condibirra

Il concorso “I makers dei CFP” ha visto classificarsi al primo posto gli alunni di di Enaip Verona con il progetto “Bello è, chi bello fa” e al terzo quelli e al terzi quelli del centro “Stimmatini” con il l'idea del “Condi Birra”

Sono stati proclamati mercoledì, presso la sede di Enaip Veneto a Padova, i vincitori della terza edizione del concorso “I makers dei CFP” promosso da Ebirfop, Ente bilaterale regionale per la formazione professionale, che ha messo in palio un montepremi complessivo di 14mila euro. L’iniziativa, rivolta agli enti di formazione del Veneto, ha coinvolto oltre 30 centri della regione. Sessanta le classi partecipanti per un totale di 1200 studenti in sfida nella progettazione di un prodotto originale e innovativo che fosse il risultato e la sintesi dei percorsi di “apprendimento per competenze” e prevedesse anche la collaborazione tra classi di diversi indirizzi professionali. “Fare bellezza", il tema proposto quest’anno dal concorso: ai ragazzi è stato cioè affidato il mandato di “reinterpretare” la Bottega Leonardesca attraverso l’ideazione e la realizzazione di un progetto capace di coniugare insieme abilità artigiane, innovazione digitale e senso estetico; con una particolare attenzione alla “rinascita”, intesa come riciclo e riuso dei materiali, e all’”arte creativa”, tratto distintivo della cultura storica e artistica del nostro Paese.

Ad aggiudicarsi il primo premio sono stati gli studenti di Enaip Verona che con il progetto “Bello è, chi bello fa” hanno ideato e realizzato una “cromimage”, ovvero un quadro luminoso con l’immagine, nel caso specifico, di Dino Coltro, maestro e uomo di cultura veneto al quale è intitolato il loro centro.
Gli allievi per realizzare la loro opera hanno smontato e riassemblato parti di un computer in disuso (monitor, stabilizzatori di tensione, resistenze,…) e recuperato una macchina a controllo numerico da tempo inutilizzata, con la quale hanno inciso il monitor in plexiglass del pc. Come in una bottega artigianale del futuro, attraverso una didattica inclusiva - studiando e lavorando - i giovani “inventori” hanno coniugato la conoscenza dei software applicativi e delle macchine con l’abilità manuale. Ne è nato così un quadro luminoso tridimensionale, a colori, da poter utilizzare come fonte di luce, insegna pubblicitaria oppure vero e proprio oggetto di design. Ad affiancare gli studenti nel progetto lo studio di fotografia e comunicazione “Tommasoli Sirio” e la Tla (di Maurizio Andreoli) che produce articoli per arredamento di design. Insieme ai professionisti i ragazzi hanno poi immaginato come commercializzare la loro creazione sviluppando l’idea di avviare una start up.

foto progetto enaip verona-2

Secondo gradino del podio per gli allievi del centro formativo professionale “Madonna del Grappa” di Treviso con il progetto “Bel viso a cattivo gusto”. Attraverso un collage di fotografie di oggetti e arredi urbani abbandonati o rovinati, gli studenti hanno sviluppato delle gif animate per ridare loro virtualmente nuova vita. Come degli artigiani, ma digitali, hanno assemblato e rielaborato le foto tramite l’utilizzo di un avanzato software, creando nuovi oggetti.

Al terzo posto gli studenti del centro “Stimmatini” di Verona con il loro progetto “Condi Birra”. Ispirandosi a un antico sciroppo in uso nell’area montana del Friuli, i giovani veronesi hanno creato un originale condimento balsamico ottenuto da mosto di birra e aceto, aromatizzato con essenza di pino mugo. I ragazzi hanno inoltre dato spazio alla creatività realizzando anche l’etichetta della bottiglia utilizzata per la conservazione del “condi birra”.

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Si sono aggiudicati il quarto posto gli studenti del “Lepido Rocco” di Castelfranco Veneto (Treviso) grazie al progetto “Con l’arte in testa”: reinterpretando le opere di grandi artisti e impiegando materiali di recupero, gli allievi hanno realizzato monili e decorazioni da applicare alle acconciature.

Chiude la rosa dei vincitori l’Enaip di Piazzola sul Brenta (Padova) con il progetto “Il Ristoro del Colore”, dove si fondono insieme arte e cucina. Quattro famose opere - I girasoli di Van Gogh, Concetto spaziale di Fontana, Faggeto I di Klimt e il Tableau I di Mondrian - sono state “riprodotte” in originali piatti preparati con prodotti alimentari recuperati da altre lavorazioni e senza mai ricorrere a colorazioni artificiali, grazie alla sapiente combinazione di alimenti e ingredienti diversi.

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