Dallo spazio arrivano a Innovabiomed le ultime novità nel campo biomedicale

La due giorni che ha preso il via il 23 gennaio alla fiera di Verona è stata aperta dal convegno “The Health Care (R)Evolution”, con le lectio magistralis del Professor Mauro Ferrari e dell’Ingegner Tommaso Ghidini

Dalla prospettiva di una chirurgia su Marte al futuro di quella terrestre, dalle sperimentazioni spaziali per le urgenze medico-chirurgiche alle prossime terapie oncologiche. È iniziato con questi temi l’attesissimo convegno di apertura incentrato sul tema “The Health Care (R)Evolution”, che ha dato il via alla prima edizione di Innovabiomed con le lectio magistralis del Professor Mauro Ferrari (Presidente e CEO Methodist Hospital Research Institute di Houston-Texas) e dell’Ingegner Tommaso Ghidini (Responsabile della sezione di Tecnologia dei materiali all'Agenzia Spaziale Europea – ESA, L’Aia-Olanda). Illustri scienziati e ricercatori di fama mondiale che rappresentano un vanto per il nostro Paese, i quali hanno presentato le ultime frontiere della ricerca per tracciare la strada di una innovazione in ambito medico a partire già dai prossimi anni.

Come evidenziato da Tommaso Ghidini, le spedizioni spaziali e i progetti di insediamento sulla Luna e su Marte, e lo straordinario lavoro di preparazione che vi sta alla base, costituiscono un terreno di sperimentazione fattiva e un banco di prova senza precedenti per tutto ciò che riguarda la ricerca in campo 3D e in tutte le sue possibili applicazioni: queste, nelle prossime imminenti missioni, verranno utilizzate in caso di emergenza a svariati livelli, per aiutare gli astronauti in momenti di difficoltà clinica nel lungo viaggio verso l’ignoto e nella permanenza una volta arrivati a destinazione. Verranno testate anche soluzioni innovative mediche atte a ripristinare lesioni da ustioni sul corpo riproducendo ex novo lembi di pelle o organi vitali. Così come saranno formati ad hoc medici generalisti e chirurghi in grado di intervenire con metodiche innovative in situazioni di necessità sulla futura colonia di Marte.

Già oggi le stazioni spaziali, come sottolineato da Mauro Ferrari, sono il luogo in cui vengono collaudate le più interessanti innovazioni in ambito medico-scientifico: attualmente, ad esempio, si sta studiando la possibilità di riprodurre nello spazio i polmoni necessari per i trapianti, e allo stesso tempo, il problema del calo delle funzioni muscolari e scheletriche degli astronauti viene affrontato attraverso l’utilizzo delle nanoghiandole impiantate in topi già in orbita da tempo. E proprio lo studio sulle nanoghiandole, le quali innestate sottocute consentono un rilascio lento e controllato che evita gli effetti collaterali delle chemioterapie, rappresenta già la nuova frontiera nelle terapie di ultima generazione contro le metastasi. Parallelamente la medicina sta cercando di affinare i “sistemi di trasporto” dei farmaci in grado di superare le barriere biologiche presenti negli organi e di ottimizzare sempre più in modo mirato l’aggressione alle cellule tumorali; un campo di ricerca, quest’ultimo, su cui sono impegnati attivamente studiosi italiani a livello internazionale.

Martedì mattina in un Auditorium Verdi gremito, presso il Centro Congressi Palaexpo di Veronafiere, come da programma hanno aperto la giornata inaugurale i saluti di Maurizio Danese (Presidente di Veronafiere), Federico Sboarina (Sindaco di Verona) e Luca Coletto (Assessore Sanità Regione Veneto) in rappresentanza del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Il Prof. Vincenzo Rebba (Docente Scienze delle Finanze ed Economia Sanitaria dell’Università di Padova) ha aperto i lavori confrontandosi con la relazione del Prof. Walter Ricciardi (Presidente Istituto Superiore di Sanità), il Prof. Nicola Sartor (Rettore Università di Verona), il Prof. Rosario Rizzuto (Rettore Università di Padova) e i membri del Comitato Scientifico di Innovabiomed composto da il Dott. Carlo A. Adami, ideatore dell’evento, il Prof. Gino Gerosa e il Prof. Giampaolo Tortora.

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Ha condotto e moderato la giornata inaugurale Giovanni De Luca, Direttore della sede RAI Veneto. Il confronto è stato molto costruttivo a ha sviluppato i tempi prefissati sulla necessità di innovare e di pervenire ad una integrazione della filiera produttiva nel biomedicale.

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