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(Foto generica di repertorio)

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Chiuse le indagini sull'infermiera accusata di aver dato morfina a un neonato

Le accuse formulate contro di lei sono lesioni aggravate e cessione di sostanze stupefacenti. Avrebbe infatti procurato un'overdose al piccolo e poi lo avrebbe salvato

Lesioni aggravate e cessione di sostanze stupefacenti, di questo sarà accusata Federica Vecchini, l'infermiera di Nogara che nella notte tra il 19 e il 20 marzo 2017 all'ospedale di Borgo Roma avrebbe somministrato morfina ad un neonato per calmarlo. Le accuse sono state formulate dalla Procura di Verona che ha ufficialmente terminato le indagini, come riportato da TgVerona.

In seguito alla somministrazione della morfina, il bimbo era andato in overdose ed è stata proprio Federica Vecchini a consigliare il giusto farmaco che salvò la vita al piccolo. Un caso dunque controverso, che potrebbe portare a pene molto gravi per l'accusata in caso di condanna. La donna si trova agli arresti domiciliari e si è sempre dichiarata innocente. Per il pubblico ministero, invece, non ci potrebbe essere nessun altro colpevole a parte lei.

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