Rt del Veneto «sfiora» il valore 1, ma la Regione finisce comunque in zona arancione, perché?

La sintesi del monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità, sulla cui base il governo ha poi deciso i nuovi cambi di fascia di rischio per le varie Regioni, tra cui il Veneto (Rt=0,97)

Polizia locale in piazza Bra - 8 gennaio 2021

Il Veneto finirà in fascia arancione da domenica 10 gennaio, questo ha stabilito l'ordinanza del ministro Speranza, ma come noto la zona arancione ci sarà in tutta Italia già da sabato, mentre per il Veneto ed altre quattro Regioni proseguirà però anche da lunedì 11 ed almeno fino al 15 gennaio. La domanda che alcuni si fanno in queste ore è come mai il Veneto sia finito in zona arancione, pur avendo un indice Rt inferiore al valore "1". 

Scarica il monitoraggio ISS 8 gennaio 2021

Come noto, infatti, l'ultimo decreto-legge del governo ha abbassato la soglia dell'indice Rt per passare in zona arancione a "1", abbinato però ad un'incidenza dei casi positivi pari almeno a 50 su 100 mila abitanti. Nel monitoraggio di oggi pubblicato sul sito del ministero della Salute si legge: «Tre Regioni (Calabria, Emilia-Romagna e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel valore inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2, altre 6 (Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, V. d’Aosta/V./d’Aoste) lo superano nel valore medio, e altre quattro lo raggiungono (Puglia) o lo sfiorano (Lazio, Piemonte e Veneto)». 

Il Veneto quindi «sfiora» l'indice Rt=1 che determinerebbe la compatibilità con uno scenario di tipo 2 e, dunque, il passaggio in zona arancione. Per l'esattezza, il Veneto avrebbe un indice Rt=0.97 (CI: 0.96- 0.98) E, tuttavia, il passaggio in fascia arancione è proprio quanto è stato ugualmente stabilito. Ad avere un peso determinante nella decisione del governo è stato infatti, con ogni probabilità, un altro fattore, vale a dire quello dell'incidenza di positività sui 100 mila abitanti. L'incidenza, spiega il monitoraggio dell'ISS è in aumento a livello nazionale, ma «si evidenzia, in particolare, il persistente valore elevato di questo indicatore nella Regione del Veneto (927,36 per 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni)». La soglia, diciamo così, di "tranquillità" in termini di incidenza è fissata dall'ISS in 50 casi ogni 100 mila abitanti, mentre il dato del Veneto arriva oltre i 927 casi. Per fare un raffronto con altre Regioni, l'Emilia Romagna o la Lombardia che pure saranno zona arancione anche lunedì, hanno rispettivamente un'incidenza di positività pari a 459.09 e 241.77 ogni 100 mila abitanti, cioè meno della metà di quella del Veneto. 

Monitoraggio ISS 8 gennaio 2021

Monitoraggio ISS - 8 gennaio 2021

Il monitoraggio dell'ISS ha spiegato che in Italia «l’incidenza su tutto il territorio è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Il servizio sanitario - si legge ancora nel monitoraggio dell'ISS - ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate». In aggiunta, con specifico riferimento alla nostra Regione, il monitoraggio di oggi certifica che «una regione (Veneto) mostra un tasso di incidenza particolarmente elevato, rispetto al contesto nazionale».

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