S'indaga sul movente che ha portato all'omicidio-suicidio di Trissino

Perché Giancarlo Rigon ha prima ucciso Enrico Faggion e poi si è tolto la vita? Gli investigatori cercano la risposta a questa domanda e spunta l'ipotesi del debito

Il luogo dell'omicidio (Foto VicenzaToday)

Era sembrato un regolamento di conti in stile mafioso. E forse un regolamento di conti lo è stato, ma la criminalità organizzata pare che non c'entri nulla in ciò che è accaduto ieri pomeriggio, 27 luglio, a Trissino. Potrebbe esserci infatti un vecchio debito non pagato dietro l'omicidio-suicidio che ha scosso il paese vicentino. Sul perché Giancarlo Rigon abbia prima ucciso Enrico Faggion e poi si sia tolto la vita stanno lavorando i carabinieri, i quali stanno scavando nelle vite dei due uomini protagonisti del tragico fatto di sangue di ieri.

L'intera vicenda è ben raccontata da Marco Milioni su VicenzaToday. Verso le 12.30 di ieri, Enrico Faggion era in pausa pranzo e si stava recando dalla madre a Trissino. Faggion è un 39enne nativo di Trissino e noto in paese. Lavora a Brogliona, ma vive con la sua fidanzata a San Martino Buon Albergo. La coppia si sarebbe dovuta sposare tra qualche giorno. Faggion non si sposerà perché ieri una mercedes grigia gli taglia la strada, il 39enne esce dalla sua vettura e dalla Mercedes partono dei colpi di pistola che freddano Enrico Faggion. Viene dato subito l'allarme. Gli uomini del 118 non possono che constatare il decesso della vittima dell'agguato. I carabinieri, con il supporto della polizia locali, svolgono i primi rilievi, interrogano dei testimoni e poche ore più tardi trovano l'autore dell'omicidio. È un passante ad avvisare le forze dell'ordine. Giancarlo Rigon viene trovato senza vita all'interno della sua auto. Con sé ha la pistola da cui sono stati sparati i colpi che hanno ucciso Faggion.

La dinamica dell'omicidio-suicidio sembra dunque abbastanza chiara. Resta da chiarire il movente. Le indagini si stanno concentrando su un vecchio debito, ancora non quantificato. Un prestito in oro fatto da Rigon in favore di Faggion. Rigon, infatti, è un orafo e anche la famiglia Faggion ha un passato nel campo dell'oreficeria. Il prestito sarebbe stato fatto quando ancora c'erano le lire e le voci parlano di circa 100 milioni di lire. Ma gli accertamenti sono ancora in corso.

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