Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Centro storico / Corte Giorgio Zanconati, 1

C'è un indagato per l'incidente della ghiacciaia in cui sono morti due bambini

Tommaso Saggioro e Michele Mazzucato sono deceduti per il crollo del tetto del manufatto, la cui gestione è stata affidata al gestore della vicina Malga Preta di Sotto. È lui che è stato indagato, ma sono ancora da accertare sue eventuali responsabilità

Lunedì scorso, 13 settembre, è stato il primo giorno di scuola. Una giornata particolare soprattutto per la primaria di Mizzole, a Verona, dove sono stati ricordati i due alunni, Tommaso Saggioro e Michele Mazzucato, deceduti questa estate nell'incidente della ghiacciaia vicina alla malga della Preta di Sotto, a Sant'Anna d'Alfaedo.
I due bimbi si trovavano in Lessinia insieme a famigliari ed amici, il 3 luglio scorso, quando la copertura di una ghiacciaia è crollata, portandosi via le loro vite e ferendo gli altri che con loro stavano giocando. Per quelle due morti la Procura di Verona aprì un'inchiesta contro ignoti con due capi d'imputazione, omicidio colposo e lesioni colpose. Un'inchiesta che ha recentemente avuto una svolta.

Della svolta nell'indagine sulle morti di Tommaso e Michele ha scritto Laura Tedesco sul Corriere di Verona. Il pubblico ministero Paolo Sachar, che coordina l'inchiesta, ha iscritto un nome sul registro degli indagati.
Gli investigatori avevano, infatti, da subito escluso responsabilità da parte dei genitori, che non avrebbero potuto far nulla per evitare la tragedia. La loro attenzione si è dunque concentrata sulla ghiacciaia, cercando di capire se i proprietari del manufatto erano a conoscenza delle sue condizioni strutturali. È stato così scoperto che i proprietari avrebbero affidato la gestione della ghiacciaia al gestore di Malga Preta di Sotto. Ed è proprio lui che ora risulta indagato per le morti di Tommaso e Michele.
Indagato però non significa colpevole, perché l'indagine non si è fermata. La procura vuole ora stabilire se in qualche modo l'indagato avrebbe potuto agire per sistemare la ghiacciaia o per renderla inaccessibile. Ma potrebbe anche essere possibile che il crollo del tetto sia stata una terribile fatalità, la cui responsabilità non è imputabile a nessuno.

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