Castel d'Azzano, Comitato No Profughi e Lega Nord: "No allo Sprar"

Il Comune potrebbe attivare il sistema di protezione di richiedenti asilo e rifugiati. "Sarebbe un errore - replica il comitato - Non rimaniamo inermi all'imposizione di questa invasione"

Era presente anche il comitato No Profughi a Castel d'Azzano lo scorso 28 dicembre all'assemblea pubblica tenuta dalla Lega Nord nelle scuole elementari di Beccacivetta. "Consideriamo importante l'iniziativa ed invitiamo anche altre forze politiche ad intraprendere simili idee per fare vedere a chi ci governa che non rimaniamo inermi all'imposizione di questa invasione", hanno fatto sapere dal comitato.

Durante l'incontro la Lega Nord ha spiegato le ragioni del suo No allo Sprar, il sistema di protezione di richiedenti asilo e rifugiati che pare sarà attivato dal Comune di Castel d'Azzano. "Così facendo il comune dovrà spendere dei soldi per il mantenimento di 35 immigrati - è la posizione della Lega Nord - Ma a differenza di quanto viene detto non c'è nessuna legge che vieti al prefetto di inviare in futuro a Castel d'Azzano altri immigrati oltre a quelli già presi in carico dall'amministrazione comunale".

"Aprire allo Sprar è un errore - ribadisce il comitato No Profughi - perché visto il continuo afflusso di migranti (che non provengono da guerre ma da Nigeria, Mali, Ghana, Senegal e addirittura dal Bangladesh) il problema perdurerà per i prossimi anni, se il governo attuale non agisce in Libia e nei paesi d'origine dei migranti. I problemi emergeranno quando questi dopo 2 o 3 anni usciranno dal programma di protezione perché non hanno lo status di rifugiati e alimenteranno il sottobosco della criminalità. Inoltre comportano già un notevole costo per l'Italia, cioè 12 miliardi in tre anni per 500.000 migranti. L'Europa non rimborserà alcunché perché mettendo le mani avanti ha già detto che l'80% deve essere respinto".

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