Martedì, 26 Ottobre 2021
Incidenti stradali Arcole / Strada Provinciale 10

Verona, tragedia di Arcole: due milioni di euro come risarcimento alle famiglie. Il 31enne chiede perdono

Genitori delle vittime e l'unica sopravvissuta, Sara, dal giudice in udienza. Presente anche il ragazzo veronese accusato di omicidio plurimo aggravato che legge una lettere: "So di aver distrutto quattro vite e rovinato la vostra"

Si sono ritrovati davanti al giudice, tutti nella stessa aula. A quasi un anno di distanza dal terribile incidente che ha strappato le vite ai quattro giovani di Arcole, in tribunale sono comparsi i genitori dei ragazzi, l’unica sopravvissuta alla tragedia e il conducente dell’altra auto, colui che è accusato di omicidio plurimo aggravato. Risale alla notte del 10 novembre 2013 il terribile schianto in cui l’unica a salvarsi fu Sara Sinigaglia, 16 anni. Su quella Golf, con lei, gli amici Enrico Boseggia di 20 anni, Nico Bottegal e Anna Houdiakov, 18, Michel Casarotto, 17. Non hanno avuto scampo: i primi tre sono deceduti sul colpo, Michel ha lottato per alcuni giorni ma poi si è spento sul letto d’ospedale. A travolgere la loro auto sulla rotonda all’ingresso del paese fu l’Audi A3 condotta da Roberto Tardivello Rizzi, 31enne autotrasportatore di Veronella, poi risultato essere positivo al test alcolemico. Stava tornando da una serata con amici quando alla rotatoria ci fu quella sbandata violentissima. In aula, giovedì scorso, il 31enne ha dovuto affrontare il pm che gli ha contestato l’accusa pesantissima. Tramite il suo avvocato ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato. Una scelta che li permetterà di ottenere uno sconto di un terzo della pena (eventuale) finale. Rischia comunque fino a un massimo di 10 anni. Dal giudice per le udienze preliminari l’avvocato di parte civile delle famiglie delle vittime ha spiegato che interessa solo la “giustizia”, perché la vita dei loro “quattro angeli” non potranno più riaverla.

A tutti i presenti si è dunque rivolto il conducente della A3, imputato, che come spiega il Corriere Veneto ha voluto leggere una lettera di scuse:

«So di aver distrutto la vita di quattro ragazzi e di aver rovinato quella delle loro famiglie»

Ha domandato perdono, dicendosi disperato e di non essere più riuscito a vivere dopo quanto accaduto. Non si è più rimesso al volante da quella tragica serata. Alle parole del 31enne non ci sono stati commenti. Nessuno ha aperto bocca: ne’ i genitori ne’ tantomeno Sara. All’udienza, è stato anche ufficializzato che l’assicurazione ha corrisposto alle parti civil, complessivamente, 2 milioni di euro.

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