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Foto di repertorio

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Morti sulle strade, i dati del 2016 di Verona Strada Sicura: "69 decessi"

Nel 2014 furono di più, ma rispetto all'anno scorso il dato è in aumento. La maggior parte sono automobilisti e le strade più pericolose sono quelle extraurbane

Probabilmente il 71enne di San Giovanni Lupatoto deceduto il 31 dicembre scorso per un tamponamento avvenuto due giorni prima è l'ultima vittima della strada del 2016 nel veronese. A tenerne il conto è stata anche l'associazione Verona Strada Sicura, che ha raccolto ed elaborato i dati sugli incidenti stradali avvenuti nella provincia scaligera nel 2016. "L'anno si chiude con il decesso di 69 persone - scrive il presidente dell'associazione Massimiliano Maculan - L’andamento della sinistrosità si conferma pertanto in ripresa, con l’aumento di circa il 15% rispetto al 2015, quando i decessi si sono attestati a 59. Il 2016 non ha raggiunto il picco di mortalità del 2014, anno in cui si è registrata la perdita di ben 73 persone, molti dei quali motociclisti. L’andamento dell’ultimo triennio presenta pertanto luci ed ombre. Nel 2016 la tipologia d’incidenti avvenuti con maggiore frequenza sono stati quelli autovettura-autonomo (16 casi) e autovettura-bicicletta (9 casi). Questo significa che gli automobilisti sono oltremodo distratti e provocano incidenti autonomi, mentre il rapporto tra automobilisti e ciclisti presenta molteplici spunti d’analisi su cui poter riflettere a 360 gradi".

Gli automobilisti, seconda Verona Strada Sicura, sono stati la categoria maggiormente toccata con 26 decessi (28 nel 2015 e 23 nel 2014), seguiti poi da 12 motociclisti, 11 ciclisti e 9 pedoni. Confermata anche nel 2016 la maggiore pericolosità delle strade extraurbane, dovuta principalmente alla velocità mediamente superiore a quella registrata nei centri urbani. L’autostrada si conferma ancora mediamente più sicura con un limitato tasso di mortalità (6 decessi come nel 2015). I mesi che hanno registrato il numero maggiore di decessi sono aprile e ottobre, con ben 10 morti ciascuno. Il giorno più pericoloso è risultato essere la domenica, con 14 decessi, mentre la fascia oraria più a rischio è stata quella compresa tra le 10:00 e le 18:00 (26 decessi).

Sull’età dei deceduti, nel 2016 Verona Strada Sicura rileva un picco tra i 30 e 39 anni (17 morti), seguita dalla fascia 40 e 49 anni (16 morti). La fascia giovanile dai 18 ai 29 anni lascia sulla strada 7 giovani vite, raggiunta dalla fascia dai 70 ai 79 anni con 7 anziani deceduti. Per quanto concerne il sesso, l’uomo è di gran lunga il più colpito dalla mortalità con ben 55 decessi. I conducenti stranieri coinvolti a vario titolo negli incidenti stradali mortali nel 2016 sono stati 21 contro i 9 del 2015 e i 17 del 2014.

Per quanto attiene al coinvolgimento dei veicoli superiori ai 35 quintali, nel 2016 si sono registrati 10 incidenti a fronte degli 8 del 2015. La forza di polizia che ha rilevato il numero maggiore di incidenti mortali è la Polizia Stradale che è intervenuta in 26 casi, seguita in quasi egual misura dall’Arma dei Carabinieri (25 casi) e poi dalle varie polizie locali (16 casi).

"Dai dati emersi - conclude Maculan - possiamo affermare che la causa/concausa che impedisce il deciso decremento della sinistrosità stradale nel territorio veronese riguarda ancora una volta il fattore psico-fisico del conducente che, distratto oppure privato di un’adeguata capacità percettiva, perde la padronanza del mezzo fuoriuscendo dal piano viabile oppure invadendo il senso opposto di marcia. Rimane decisamente preoccupante il decremento della manutenzione delle strade, sempre più interessate da vere e proprie insidie che, correlate all’imprudenza umana, possono provocare incidenti anche gravi. Un riflettore va infine puntato sui limitati controlli circa l’esecuzione dei lavori stradali e della tardiva sistemazione dei danneggiamenti alla segnaletica e alle opere complementari".

Il 2016 è stato anche l'anno dell'introduzione dell'omicidio stradale. "Pare che l’impatto dissuasivo sulle condotte di guida più pericolose non abbia ancora raggiunto gli importanti traguardi scaturiti dopo il 2004, anno in cui fu introdotta la patente a punti - conclude Massimiliano Maculan - Rimaniamo comunque in attesa delle prime pronunce giurisprudenziali e del loro eco mediatico che potrebbe contribuire ad incidere il nocciolo sempre più duro dell’incidentalità stradale mortale".

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