Incidenti stradali Via Roma

Verona, nell'incidente muore una 28enne: il suo ex fidanzato è condannato per omicidio colposo

Era il 37enne che guidava, quella tragica sera a Zevio, le Bmw andata a schiantarsi contro una Passat per una mancata precedenza. L'uomo ha patteggiato dal giudice. Un anno anche per l'altro conducente: faceva i 100 orari sulla strada che permetteva i 50

Era morta all’ospedale di Borgo Trento per le gravi lesioni riportate in seguito al tragico schianto in auto. Non ce l’aveva fatta Gessica Longato, impiegata 28enne veronese. La Bmw in cui c’era lei, quella drammatica sera del 29 febbraio 2012, a Zevio, era guidata dal fidanzato di 37 anni. Un impatto violento con una Volkswagen Passat condotta da un 38enne di Villafranca aveva catapultato la loro macchina in un fossato. Immediati i soccorsi del 118 che però, nonostante il tempestivo trasferimento al Maggiore, non hanno potuto salvare la vita della ragazza. Dopo qualche ore si era spenta. All’ospedale anche il suo ragazzo, ricoverato in condizioni gravi.

A oltre due anni e mezzo da quel terribile scontro, davanti al giudice il 37enne ha patteggiato una pena a otto mesi di reclusione. Era stato accusato di omicidio colposo perché secondo le ricostruzioni del pm non aveva rispettato il Codice della strada, andando ad invadere durante una svolta, la corsia opposta, senza dare la precedenza all’altra vettura. Ha patteggiato per la stessa accusa anche il conducente della Passat perché è emerso che viaggiava ai 100 all’ora in un tratto di strada che permetteva massimo i 50 chilometri orari. Come spiega il Corriere Veneto, sull’asfalto non furono riscontrati segni di frenate.

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