rotate-mobile
Domenica, 28 Novembre 2021
Incidenti stradali Centro storico / Corte Giorgio Zanconati, 1

Strage del bus ungherese, condanna definitiva per l'autista a 6 anni di carcere

Deluso Alberto Pallotti, presidente dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada: «Abbiamo lavorato tanto per introdurre il reato di omicidio stradale, ma non serve a nulla quando la pena non viene applicata nei tribunali. Il patteggiamento va rivisto»

Si è concluso con un patteggiamento il processo d'appello per la strage dell'autobus ungherese avvenuta il 20 gennaio 2019 vicino al casello di Verona Est dell'autostrada A4. L'autista del mezzo, Janos Varga, nel processo di primo grado era stato condannato a 12 anni di reclusione e al divieto perpetuo del diritto di guidare in Italia. L'accordo tra la Procura e l'imputato ha permesso di raggiungere una pena definitiva a 6 anni di carcere. Una pena troppo bassa per Alberto Pallotti, presidente dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, che ha così commentato: «Abbiamo lavorato tanto per introdurre il reato di omicidio stradale, ma non serve a nulla quando la pena non viene applicata nei tribunali. Ci sono 17 vite spezzate che non avranno mai la pace che meritano. Gli ungheresi sono allibiti, delusi, arrabbiati. Purtroppo questo è il Paese che ci ritroviamo. Questo istituto del patteggiamento va rivisto, sia in primo che in secondo grado. Non si patteggia la morte».

Le vittime dirette dell'incidente furono 17, anche se virtualmente se ne conta anche una 18esima. Il 20 gennaio 2019, infatti, una scolaresca di Budapest, insieme agli accompagnatori, stavano tornando da una gita in Francia. Il loro autobus finì contro un pilone dell'autostrada e prese fuoco. Morirono 11 studenti, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, più sei accompagnatori. Nel pullman viaggiava Vigh Gyorgy, professore e padre di due studenti. Non riuscì a salvare i suoi figli, ma portò in salvo diversi viaggiatori, riportando però lesioni e un dolore che lo portarono successivamente alla morte. È lui la 18esima vittima, che non appare tra quelle ufficiali, ma che viene ricordata insieme alle altre anche per il suo eroismo.

«C'è grande rammarico tra le parti civili per l'esito dell'udienza - ha affermato Davide Tirozzi, avvocato convenzionato dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada - L'unica cosa positiva è che la responsabilità dell'autista è certa e adesso, per quanto riguarda le parti civili, dobbiamo combattere per ottenere giustizia per le vittime dell'autostrada. I genitori delle giovani vittime ritengono che questa non sia giustizia, dicono che non è concepibile per loro che da 12 anni si passi a 6. Hanno compreso, però, che nulla si può fare e che, se si è arrivati alla condanna di sei anni, è proprio perché in primo grado si era ottenuta una condanna di 12 anni. Altrimenti ci sarebbe stato il rischio di avere una sentenza più mite».

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Strage del bus ungherese, condanna definitiva per l'autista a 6 anni di carcere

VeronaSera è in caricamento