Incidenti stradali Caprino Veronese / Via San Rocco

Polemiche dopo l'ennesima vittima della Provinciale 8: Pastorello pronto a dimettersi

La morte di Marco Tonini, arrivata nella notte tra venerdì e sabato in seguito ad un incidente avvenuto sulla "maledetta linea", ha riacceso un dibattito caduto nel dimenticatoio qualche settimana fa

In molti la definiscono "la maledetta linea", la Strada Provinciale 8 che collega Caprino e Costermano, sulla quale ha perso la vita nel tardo pomeriggio di venerdì Marco Tonini, 30 anni, in sella alla sua Honda. Il giovane meccanico si è schiantato contro la Toyota Avensis che lo precedeva e, nonostante i tentativi dei medici, è deceduto poco dopo le 2 notte a Borgo Trento. 
Grande il dolore dei genitori, Luciano e Susi, del fratello, della sorella, della fidanzata e di tutti gli amici e i parenti, che non riusciranno mai scordare il loro caro.
Ma tanta è anche la rabbia di chi il problema della pericolosità di quella strada ha provato a risolverlo, senza però riuscirci: solamente alla fine di marzo sulla Provinciale 8 morì una 19enne in seguito ad un incidente e il giorno seguente si tenne un incontro in municipio, come riporta il quotidiano L'Arena, dove vennero annunciati provvedimenti per portare maggiore sicurezza sull'arteria. Niente però fino ad ora è stato fatto ed un'altra persona ha perso la vita. 

"La sera dell'incidente ero da mio figlio Cristiano che abita vicino a Marco ed era suo cliente. Ad avvisarmi del gravissimo fatto, che si aggiunge ad altri, è stato il vicesindaco Mattia Pianetti - dice sulle pagine del quotidiano veronese il presidente della Provincia Antonio Pastorello, presente al tempo anche al già citato incontro -. La ' Linea' è un rettilineo che invita a correre. La sola cosa da fare sarebbe costruire rotonde agli incroci. Ma la Provincia ha le mani legate: non possiamo spendere sulla sicurezza stradale perché il Governo non ci mette in condizione di fare il bilancio e non sappiamo che disponibilità abbiamo. In marzo, a seguito di un altro incidente si parlò della necessità di intervenire ma potemmo solo incrementare controlli. Non basta. Riferirò al prefetto e, se il Governo non troverà soluzioni per permetterci di fare almeno qualche aggiustamento alle strade pericolose, sarò costretto a dimettermi come concordato con gli altri presidenti delle Province alla riunione di mercoledì a Roma sul tema dei tagli. Mi spiace avere le mani legate, ma non sono il genere di amministratore che sta fermo a guardare. È umiliante vedere amministratori che chiedono aiuti per la sicurezza stradale che non possiamo dare".
Pastorello quindi è pronto a dimettersi e il problema legato a quella strada rischia ancora a perdurare. 

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