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Sbatte contro un palo e finisce in un fosso, morto a soli 19 anni

Si chiamava Davide Venturini, neodiplomato al liceo "Cotta" di Legnago, che ieri sera avrebbe perso il controllo della sua Honda all'altezza dell'incrocio tra via Giavone e la provinciale 40b

Muore in motocicletta a 19 anni dopo aver sbattuto contro un palo ed essere finito nel fossato, all'altezza dell'incrocio di via Giavone con la provinciale 40b. È quello che è successo ieri sera, intorno alle ore 19,  a Miega di Veronella, un paesino della bassa veronese. 

Il ragazzo si chiamava Davide Venturini, diplomatosi quest'anno con il massimo dei voto al liceo "Cotta" di Legnago. Stava rientrando a casa con la sua Honda rossa, quando ha perso il controllo del mezzo che lo ha sbalzato sull'unico lampione presente in quel tratto di strada, dove ha sbattuto con la testa rompendo anche il casco. Privo di conoscenza è poi finito nelle acque del fosso adiacente. Sentendo il rumore della frenata, un abitante della zona, Simone Pasi, è corso fuori a vedere cosa stava succedendo e si è immediatamente lanciato a soccorrere il ragazzo. Insieme a lui anche M.B., 27 anni di Cologna, che con la sua Golf si stava immettendo su quella strada ed ha assistito inerme alla scena. Oramai però era troppo tardi, anche il tempestivo intervento dei medici del Suem, con elicottero e ambulanza, non è servito, le condizioni di Venturini erano già disperate. 

Davide si trovava solamente ad un paio di chilometri da casa e il fato ha voluto che poco dopo passassero di li i suoi genitori, Guido e Rosa, che riconoscendo la moto del figlio, con il solo cupolino danneggiato, sono accorsi immediatamente.

Entrambi i veicoli, la moto del ragazzo e la Golf di M.B., sono stati posti sotto sequestro per le indagini del caso. Dai primi accertamenti però pare che non ci sia stato contatto tra i due veicoli, in ogni caso la dinamica dell'incidente verrà appurata nelle indagini condotte dal pm Giulia Labia. Sono stati ascoltati anche i residenti della zona che raccontano di aver sentito la frenata e il botto, sottolineando la pericolosità della cabina Enel in parte all'incrocio che toglierebbe parte della visibilità ai guidatori. M.B., in ogni caso avrebbe dichiarato che al momento dell'incidente si trovava ancora in via Giavone. 

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