Giovedì, 21 Ottobre 2021
Incidenti stradali Borgo Trento / Via Goffredo Mameli

Istat, aumentano gli incidenti in Veneto: Verona seconda per numero di sinistri

L'indagine svolta dall'Istituto Nazionale di Statistica vede la provincia scaligera staccata di pochi scontri da quella patavina ma in cima alle classifiche per numero di morti e di feriti

Nel 2014 si sono verificati in Veneto 13.958 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 325 persone e il ferimento di altre 19.512. Rispetto all’anno precedente, si registra un incremento degli incidenti (+1,2%), dei morti (+8,7%) e dei feriti (+2,8%), in controtendenza rispetto alle variazioni rilevate nell’intero Paese (pari a -2,5% per il numero degli incidenti, -0,6% per i morti e a -2,7% per i feriti) (Prospetto 1).

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POSIZIONAMENTO DEL VENETO RISPETTO AGLI OBIETTIVI EUROPEI - Il Terzo e il Quarto Programma d’azione europeo per la sicurezza stradale, rispettivamente per i due decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegnano i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per incidenti stradali con una particolare attenzione, nel decennio in corso, agli utenti vulnerabili (bambini, giovani, anziani). Nella regione Veneto, nel 2014 i decessi si sono ridotti del 53,1% rispetto all’anno 2001, leggermente più di quanto sia avvenuto nell’intero Paese (-52,4%).

Nel primo periodo di attuazione del Quarto programma (2010-2014), in Veneto le vittime della strada si riducono del 17,9% (17,8% in Italia). L’indice di mortalità passa fra il 2010 e il 2014 da 3,2 a 2,4 nella provincia di Treviso, che registra la migliore performance, e da 2,7 a 4,3 in quella di Belluno, dove emergono le maggiori difficoltà nel perseguire l’obiettivo.

In Veneto, l’incidenza di utenti vulnerabili classificati secondo l’età sul totale dei morti (44,9%) è leggermente inferiore alla media nazionale (46%). Nel suo insieme, il fenomeno è in diminuzione rispetto al 2010 (-17%), con una riduzione più accentuata fra i giovani (-38,6%) e i bambini (-49,9%).

Gli utenti vulnerabili classificati secondo il ruolo (conducenti/passeggeri dei veicoli a due ruote e pedoni) deceduti, risultano in calo tra il 2010 e il 2014 sia in termini assoluti (-31 decessi) che in termini percentuali (-15,3%). Nel 2014 il peso relativo sul totale dei deceduti misurato nella regione (52,9%) rimane comunque superiore a quello nazionale (49,3%) (Figura 1).

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IL RISCHIO DI INCIDENTE STRADALE - Rispetto all’anno precedente, nel 2014 l’indice di mortalità passa da 2,2 a 2,3 e l’indice di lesività aumenta da 137,6 a 139,8. La gravità resta globalmente stabile e pari a 1,6. L’incidentalità rimane alta lungo la fascia costiera, lungo una direttrice montana nord-sud in provincia di Belluno e lungo alcune direttrici, nella parte centrale della regione e vicino al lago di Garda. (Figura 2). L’indice di mortalità cresce nella fascia costiera e nei comuni capoluogo di Belluno, Padova e Verona e in quelli limitrofi (Figura 3).

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Nel 2014 il maggior numero di incidenti (9.881, il 70,8% del totale) si è verificato sulle strade urbane provocando 152 morti (46,8% del totale) e 12.968 feriti (66,5%); su queste strade l’indice di mortalità è di 1,5 vittime per 100 incidenti. Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane, con un indice di mortalità pari a 3,7 in autostrada e a 4,4 nelle altre strade extraurbane. Rispetto all’anno precedente, i sinistri aumentano del 16,8% nelle autostrade e dello 0,5% in ambito urbano e sulle altre strade extraurbane.

La quota più elevata di incidenti avviene lungo un rettilineo, sia sulle strade urbane che su quelle extraurbane (rispettivamente 43,7% e 50,9% del totale). In ambito urbano, inoltre, gli incidenti che si verificano nei pressi di una intersezione rappresentano il 25,8% del totale, seguono quelli che avvengono in corrispondenza di un incrocio (15,2%) e in curva (7,7%). Nelle strade extraurbane il 17,7% degli incidenti si verifica in curva, il 17,1% nei pressi di una intersezione e l’8,6% in corrispondenza di un incrocio (Figura 4).

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I MESI E LE ORE PIÙ A RISCHIO - La maggior concentrazione degli incidenti si è avuta nel periodo compreso tra aprile e ottobre, con una flessione nel mese di agosto. Tra aprile e ottobre si contano 8.702 incidenti (il 62,3% degli incidenti dell’anno) in cui hanno subìto lesioni 12.227 persone (62,7%) e 207 sono decedute (63,7%), (Figura 5). Il 77,9% degli incidenti ha luogo tra le 8 e le 20 ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nelle fasce orarie comprese tra le 2 e le 3 e le 4 e le 5 del mattino, rispettivamente con 14,3 morti e 9,9 morti ogni 100 incidenti, con valori di molto superiori alla media (2,3) (Figure 6 e 7). Il venerdì e il sabato notte si concentrano il 42,7% degli incidenti notturni, il 46,8% delle vittime e il 44,5% dei feriti nelle ore notturne. L’indice di mortalità degli incidenti notturni è in media pari a 4,8 decessi ogni 100 incidenti, contro il 2,3 registrato in totale. Il valore massimo della mortalità è raggiunto il venerdì notte, con 6,0 decessi ogni 100 incidenti, rapporto che sale a 9 decessi ogni 100 incidenti nelle strade extraurbane. 

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GLI INCIDENTI STRADALI NELLE AREE URBANE, INTERMEDIE E PERIFERICHE - In Veneto, il 41,4% degli incidenti stradali è concentrato nei Poli urbani (Poli e Poli intercomunali); aggiungendo nel computo i Comuni di Cintura, si arriva all’83,4% del totale regionale. Nei Comuni delle Aree interne, gli incidenti sono stati il 16,6% del totale regionale (Prospetto 2).

Rispetto al 2013, gli incidenti aumentano nei Centri (+1,9%), in particolar modo nei Comuni della Cintura (+3,6%) e diminuiscono nelle Aree interne (-2,2%). Morti e feriti aumentano, invece, sia nei Centri che nelle Aree interne; per i morti gli incrementi maggiori si registrano nei Comuni Intermedi (+24,1%) e nei Comuni del Polo (+9,8%), per i feriti nei Comuni della Cintura (+8,0%).

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Gli indicatori statistici di mortalità (3,3) e gravità (2,2) evidenziano una situazione critica nelle Aree interne in cui si registrano valori superiori alla media regionale (rispettivamente, 2,3 e 1,6). In particolare, nei Comuni Intermedi si rilevano i valori più elevati sia dell’indice di mortalità (3,4) che dell’indice di gravità (2,4). (Tavola 12 e Cartogrammi in allegato). Seguono i Comuni della Cintura con un indice di mortalità pari a 3,0 e un indice di gravità pari a 2,0. Rispetto all’anno precedente gli indici di mortalità e di gravità restano sostanzialmente stabili nei Centri, aumentano, invece, nelle Aree interne. 

I COMPORTAMENTI A RISCHIO E LE PERSONE COINVOLTE - La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (74,9%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (5.126 casi, 100 vittime e 7.218 feriti), seguita dal tamponamento (2.606 casi, 29 decessi e 4.288 persone ferite). La tipologia più pericolosa è lo scontro frontale (5,1 decessi ogni 100 incidenti) cui segue lo scontro frontale-laterale (2,0). Gli incidenti a veicoli isolati sono più rischiosi con una media di 3,7 morti ogni 100 incidenti, contro 1,9 morti degli incidenti tra veicoli.

Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, la guida distratta, il mancato rispetto delle regole di precedenza, il mancato rispetto della distanza di sicurezza e la velocità troppo elevata sono le prime quattro cause di incidente: costituiscono complessivamente il 57,1% dei casi. La prima causa di incidente sulle strade urbane è il mancato rispetto delle regole di precedenza o semaforiche (21,0%) mentre la guida distratta o l’andamento indeciso (pari al 22,1%) rappresentano i comportamenti più a rischio sulle strade extraurbane.

Il tasso di mortalità standardizzato è più alto fra gli ultrasessantacinquenni (9,8 per centomila abitanti) e i giovani 15-29enni (9,4 per centomila abitanti) (Figura 8). Il 75,1% delle vittime e il 71,3% dei feriti in incidenti stradali è costituito dai conducenti dei veicoli coinvolti; le persone trasportate rappresentano l’11,7% dei morti e il 21,9% dei feriti; i pedoni sono il 13,2% dei deceduti e il 6,7% dei feriti. Gli anziani rappresentano il 69,8% dei pedoni rimasti vittime di incidente stradale e il 31,6% di quelli feriti. Il tasso di lesività standardizzato è pari a 731,3 per la classe di età 15-29 e a 502,1 per la classe 30-44 anni (Figure 8-11b).

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