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Venerdì, 1 Luglio 2022
Incidenti stradali Borgo Venezia / Via Marcantonio Bassetti

Rischia fino a 12 anni di carcere l'uomo alla guida dell'auto che ha travolto e ucciso Madiha

Il 26enne rimane in stato di libertà e indagato per il reato di omicidio stradale aggravato dalla guida in stato di ebbrezza, omissione di soccorso e fuga: avrebbe riferito di non essersi accorto di aver investito la donna e si dice pentito

Nessuna misura cautelare disposta, rimane in stato di libertà e indagato per il reato di omicidio stradale aggravato dalla guida in stato di ebbrezza, omissione di soccorso e fuga, il 26enne che, all'alba di domenica, ha investito in auto Madiha Rahmad, 29enne di origine marocchina, provocandone la morte. Il giovane è risultato poi positivo all'alcoltest con un valore di 1,70 grammi per litro, mentre gli esami tossicologici non hanno rilevato la presenza di droghe: rischia ora una condanna fino a 12 anni di carcere. 

Come riporta il Corriere di Verona, il giovane ha a sua volta origini africane, lavora come receptionist e poco prima del drammatico incidente si trovava nello stesso locale della vittima. Un tragico intreccio che ha avuto il suo epilogo sul marciapiede di via Bassetti, dove la Volkswagen Polo condotta dal 26enne ha travolto  Madiha che si trovava a piedi insieme ad un amico, il quale è riuscito ad evitare l'impatto. 
Ubriaco al volante, avrebbe ammesso di aver «fatto una cazzata a mettermi a guidare dopo aver bevuto», negando però di essere fuggito: non si sarebbe infatti «reso conto di aver investito quella ragazza» e non avrebbe notato neppure l'amico che era con lei, mentre avrebbe ammesso senza cercare scuse di aver esagerato con l'alcol. 
Il 26enne avrebbe spiegato di aver preso una curva troppo larga finendo sul marciapiede e facendo scoppiare gli pneumatici di destra, oltre a rompere il parabrezza. Solo dopo alcune decine di metri si sarebbe accorto che l'auto faticava perché aveva due gomme a terra e avrebbe chiamato quindi il padre per farsi venire a prendere. Un vigilante di passaggio lo avrebbe notato e, dopo avergli chiesto quale fosse il problema, sarebbe venuto a conoscenza del sinistro e avebbe avvisato la polizia locale. Secondo la sua versione, solo all'arrivo degli agenti avrebbe scoperto quanto accaduto. 

«Sono scioccato, sconvolto, distrutto, da quando ho saputo ciò che è successo non riesco più a chiudere occhio». L'investitore si sarebbe detto pentito e pronto a «risarcire e a contribuire alle spese per il funerale, farò il possibile». L'indagine coordinata dal pm Alberto Sergi e su cui lavora la polizia locale di Verona, va avanti dopo gli interrogatori dell'accusato e dei due testimoni, per appurare dinamica e conseguenti responsabilità. 

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