Incidenti stradali Caprino Veronese

Travolse e uccise Francesca sulle strisce: patteggia un anno e cinque mesi

Il 51enne il 15 novembre 2021 si trovava alla guida della Bmw X5 che investì mortalmente la 20enne a Caprino ha ricevuto la condanna, con sospensione condizionale della pena

Niente potrà cambiare l'esito fatale di quel tragico pomeriggio di novembre del 2021 o alleviare la sofferenza dei cari di Francesca Mannu, che pochi giorni dopo si è spenta all'ospedale all'ospedale di Borgo Trento a soli 20 anni, dopo essere stata travolta da un'auto a Caprino Veronese, dove abitava insieme alla sua famiglia. La giustizia però nel frattempo ha fatto il suo corso e nella mattinata del 28 marzo il tribunale di Verona, conclusa l'udienza preliminare davanti al Gup Maria Cecilia Vitolla, l'uomo che quel giorno si trovava al volante della Bmw X5 che travolse mortalmente la 20enne mentre attraversava sulle strisce pedonali, I.O., 51enne di origini serbe anch'egli residente a Caprino, ha patteggiato la pena di un anno e cinque mesi, con la sospensione condizionale
Inoltre gli è stata comminata la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per sei mesi, che ha già scontato avendo avuto la patente sospesa fin dal giorno del fatto.

Il drammatico incidente ha avuto luogo il 15 novembre 2021, sul tratto della Sp29 denominato via Scalette, appena fuori dal centro di Caprino Veronese, poco prima delle 17.30. Sul posto per i rilievi del caso intervennero i carabinieri della stazione locale per svolgere i rilievi utili a ricostruire la dinamica, anche grazie ai filmati delle telecamere della filiale della Banca di Credito Cooperativa Valpolicella, situata nelle vicinanze, che avevano ripreso l'incidente. Terminte le indagini preliminari, il pm Elvira Vitulli, titolare del procedimento, ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato di omicidio stradale per l’automobilista, iscritto fin da subito nel registro degli indagati, contestandogli, come si legge nella sua richiesta, “di aver causato per colpa” la morte della giovane “con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale e, precisamente, delle generali regole di cautela e prudenza prescritte dall’art. 140 comma 2 del Codice della Strada, e dell’obbligo di fermarsi in prossimità degli attraversamenti pedonali per consentire il transito dei pedoni, di cui al successivo art. 191”.

L'incidente del 15 novembre 2021

Il conducente, il quale avrebbe dichiarato di non aver notato nulla se non dopo l'urto (non sono stati rilevati segni di frenata sul posto), a volante della sua auto in via Scalette, “non si arrestava ad un attraversamento pedonale investendo con la parte anteriore sinistra della sua auto Francesca Mannu”, che in quel momento stava attraversando sulle strisce pedonali, caricandola sul cofano e “sbalzandola per circa dieci metri nella corsia di marcia opposta”. Sfortunatamente in quel momento transitava del senso opposto una Renault Koleos condotta da un 45enne di Albarè di Costermano sul Garda, che non ha potuto evitarla: a suo carico il magistrato non ha ravvisato responsabilità.
Francesca è stata poi condotta in condizioni disperate all’ospedale Borgo Trento, dove i medici hanno tentato di tutto per salvarla, ma i politraumi riportati, in particolare un trauma cranico e conseguente coma post-anossico, sono risultati essere troppo gravi. Il suo cuore ha cessato di battere dopo tre giorni di agonia, il 18 novembre 2021, gettando nella disperazione i genitori, Pietro e Adriana, che hanno perduto la loro unica figlia, il fidanzato Evan e l’amata nonna Maria.
I familiari, nonostante il dolore, hanno trovato la forza di compiere un grande gesto d'altruismo, autorizzando l’espianto e la donazione degli organi della figlia. Assistiti da Studio3A-Valore S.p.A., si sono poi tutelati per ottenere risarcimento e soprattutto giustizia, per cercare di chiudere questa triste vicenda che inevitabilmente li ha segnati per sempre.  

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