Prova a fare il furbo dopo un incidente con un anziano ma la Polstrada lo trova

Un 29enne alla guida della sua Renault è entrato in collisione con l'Audi di un 80enne che aveva diritto di precedenza, per poi provare ad allontanarsi dopo aver invitato l'altro guidatore ad "arrangiarsi"

Le consuetudini degli automobilisti pare stiano cambiando negli ultimi tempi, soprattutto in caso d’incidente stradale e, se sino a qualche anno fa era la normalità fermarsi e compilare il modulo blu (CID: Convenzione indennizzo diretto, o più comunemente costatazione amichevole), al giorno d'oggi sembra invece prendere sempre più piede l'usanza di sottrarsi alle proprie responsabilità, evitando di fornire all’altro conducente i propri dati e quelli assicurativi per l’avvio dell’azione risarcitoria.
Questo almeno è ciò che si può dedurre dal numero d’incidenti con omissione di soccorso e anche attraverso la crescita delle segnalazioni di sinistri con soli danni alle cose in cui un conducente fugge, oppure si ferma e, dopo qualche breve sceneggiata, risale sul proprio veicolo sbeffeggiando tutto e tutti.
Comportamenti che causano un senso di amarezza in coloro che li subiscono ma anche nei poliziotti, i quali poi si trovano ad affrontare numerose difficoltà nell'aiutare le persone danneggiate ad avviare una corretta azione di rivalsa.  
Negli ultimi giorni uno di questi episodi ha interessati la Polizia Stradale di Verona ed è stato pure ripreso dalle telecamere di controllo del traffico che spesso si rivelano utili a ricostruire l’accaduto.

IL FATTO - Erano da poco passate le 11 di venerdì 22 gennaio, quando un signore di 80 anni, alla guida della propria Audi, percorrendo viale Venezia in direzione di Porta Vescovo, una volta scattato il semaforo verde, è ripartito svoltando a destra verso via Barana. Nell'effettuare la svolta però, il suo veicolo è entrato in collisione con una Renault proveniente dalla sua sinistra, guidata da un 29enne veronese che ha proseguito la propria marcia fino all'incrocio successivo, dove è sceso dall'auto invitando l'80enne a seguirlo. Da quanto appurato dalla Polstrada, a quel punto tra i due è nata una discussione, nell quale l'automobilista più giovane sosteneva di essere passato a sua volta con il verde e che, dal momento che non c'erano testimoni dell'accaduto, tanto valeva che l'anziano si arrangiasse. Il 29enne poi è risalito a bordo del proprio veicolo ed è ripartito, ma l'anziano prima si è annotato il suo numero di targa e poi si è precipitato dalla Polstrada per segnalare il fatto: qui gli agenti lo hanno rassicurato e nel primo pomeriggio avevano già rintracciato l'automobilista. 

LE CONSEGUENZE - In questi casi l’articolo 189 del codice della strada prevede per il conducente che fugge una sanzione minima di 296 euro sino ad un massimo di 1.183 euro a cui, se vi sono gravi danni ai veicoli, si aggiunge la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi, a discrezione del prefetto. Questi episodi, sebbene abbiano una rilevanza limitata, rischiano di diventare una brutta consuetudine. 

I CONSIGLI DELLA POLSTRADA - In casi del genere è importante annotare la targa della controparte e possibilmente utilizzare lo smartphone per fotografare e/o registrare l’accaduto. La prontezza nel documentare i fatti risulterà molto utile per l’accertamento delle responsabilità. Una chiamata al 113 consentirà poi al cittadino di essere avviato verso una pronta assistenza telefonica da parte degli agenti della Polstrada. Attenzione invece a lanciarsi in improbabili inseguimenti o pericolosi diverbi che possono sempre sfociare in atteggiamenti di violenza gratuita.

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