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Ciclista falciato da un'auto e morto: cause al vaglio e guidatore indagato

La scarsa illuminazione e la velocità sono le prime ipotesi su cui stanno lavorando le forze dell'ordine, mentre l'automobilista è stato sottoposto anche agli esami del caso per verificare le sue condizioni psicofische

Non avrebbe visto quella bicicletta che percorreva via Legnaghese nella serata di sabato e non sarebbe quindi riuscito ad evitarla: sarebbe morto così, a San Giovanni Lupatoto, Mihai Ciocirlan, operaio 42enne di origini romene e residente a Raldon. Alla guida del Volkswagen Touareg si trovava un cittadino cinese, a carico del quale è stato aperto un fascicolo per omocidio colposo e che è stato sottoposto agli esami del caso, per valutare le sue condizioni psicofisiche al momento del fatto. 

Sul posto sono intervenute la Polizia locale e la Polizia stradale, che hanno eseguito gli accertamenti utili a ricostruire la vicenda. Al momento, si ipotizza che la causa principale possa essere la scarsa visibilità. La mancanza di segni di frenata sull'asfalto infatti farebbe pensare che l'automobilista non avrebbe notato la bici, forse per l'illuminazione non ottimale della strada o forse perché la luce posteriore del mezzo a pedali era spenta. In ogni caso il cittadino cinese si è subito fermato dopo lo scontro per prestare soccorso, ma neppure l'intervento del 118 è bastato a salvare la vita a Mihai. Tutte le possibili cause verranno quindi vagliate dalle forze dell'ordine, compresa quella della velocità eccessiva
Nel frattempo il corpo dell'uomo è stato trasportato all'ospedale di borgo Roma, in attesa del riconoscimento da parte dei parenti. 

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