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Morta ciclista colpita da un bus, la procura apre un'indagine

Era caduta fratturandosi le gambe e, dopo due settimane, è deceduta all'ospedale. Ora l'accusa per l'autista del mezzo di linea è quella di omicidio colposo, ma le dinamiche restano poco chiare

Si è conclusa in tragedia la vicenda che ha visto protagonista una 41 enne residente in via Porto San Pancrazio. Un'incidente che sembrava banale, dalle dinamiche poco chiare e dagli esiti agghiaccianti l'ha vista soffrire per quasi un mese tra i letti dell'ospedale di Borgo Trento. Nei giorni scorsi il drammatico epilogo: Katya Occhipinti è deceduta, a nulla sono valsi gli sforzi dei medici.

LA VICENDA - La donna, originaria di Padova,  era caduta dalla bicicletta il 2 novembre mentre si trovava all'altezza dell'incrocio tra la strada che porta al Monumentale, lungadige Galtarossa e ponte Aleardi. L'impatto con l'asfalto le aveva fratturato entrambe le gambe, come non hanno mancato di constatare immediatamente i paramedici intervenuti sul posto, e la quarantenne era stata prontamente ricoverata. Due settimane di agonia e poi la tragica conclusione. Quello che sconvolge, ancora più della drammatica fine di una donna di appena 40 anni, è come un simile evento sia potuto succedere.

DINAMICA DUBBIA - A finire nel banco dei sospettati per la morte di Katya è l'autista dell'autobus di linea che l'aveva affiancata nel momento dell'incidente. Eppure per gli investigatori non risulta tuttora chiaro in che modo si siano svolti gli eventi: tutto farebbe pensare ad un urto, un colpo del mezzo pubblico che ha spinto a terra la ciclista, ma sulla bicicletta della signora Occhipinti non sono stati riscontrati danni e, forse, a causare la sua caduta potrebbe essere stato lo spostamento d'aria causato dal mezzo in movimento. La polizia locale, intervenuta per i rilievi, si riservò di controllare le immagini riprese dalla telecamera posizionata all'incrocio semaforico. La donna venne soccorsa, al momento dell'arrivo del personale del 118 era lucida e rispondeva alle domande degli infermieri. Ora del caso si occupa il sostituto procuratore Federica Ormanni, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

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